"Noi non segnaliamo": i camici bianchi scendono in piazza

"Noi non segnaliamo": i camici bianchi scendono in piazza

"Noi non segnaliamo": i camici bianchi scendono in piazza

BOLOGNA - Tutto è pronto per la protesta dei medici dell'Emilia-Romagna, che martedì scenderanno in piazza a Bologna contro l'emendamento del pacchetto sicurezza che spinge gli operatori sanitari a denunciare gli stranieri irregolari che si rivolgono a loro per necessita' mediche. "Contro il razzismo, per il diritto alla salute: noi non segnaliamo" è lo slogan della manifestazione che si snoderà martedì a partire dalle 18 tra piazza Maggiore e le vie limitrofe.

 

Con l'occasione si continueranno a raccogliere firme per l'appello ("Siamo medici e infermieri, non siamo spie") rivolto al parlamentari. E prima, tra le 11 e le 14, si svolgeranno volantinaggi al Sant'Orsola, al Maggiore e in alcuni poliambulatori della citta'. Nell'ambito del "Noi non segnaliamo day", ci saranno manifestazioni anche a Reggio Emilia, Ferrara, Ravenna e Cesena, oltre che in altre citta' d'Italia come Milano e Roma.

 

Con la norma gia' approvata in Senato e in attesa del passaggio alla Camera, come spiega Chiara Bodini di Sokos, "il primo obiettivo e' bloccare l'iter parlamentare". Poi, in caso di approvazione, l'appello alle istituzioni locali e' che "si responsabilizzino verso l'applicazione" della misura, facendosi "garanti del diritto alla salute e alla riservatezza delle persone". Senza "evocare fantasmi", continua Bodini, "l'emarginazione e la clandestinita' sanitaria e' pericolosa per tutti, le patologie non fanno distinzioni".

 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

La lista dei promotori e' lunga e comprende, tra le altre sigle, l'associazione Sokos, l'Associazione degli specializzandi bolognesi e Federspecializzandi, il gruppo Prometeo degli studenti di Medicina, il Coordinamento migranti, gli Avvocati di strada, Piazza grande, Medici senza frontiere, Emergency, Ya Basta, Cgil e Arci.

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Enrico
    Enrico

    ... se è anche vero che un qualunque normale "cittadino italiano" di qualunque colore o razza, quando si reca al pronto soccorso o in ospedale prima o dopo aver ricevuto le cure deve pagare suon di ticket e tutte le spese sanitarie del caso non vedo il motivo per il quale questi clandestini (che in teoria non dovrebbero neppure starci nel nostro stato in quanto clandestini) non debbano sborsare una lira... .. i medici facendo così si macchiano di omertà e quindi sono complici di reato per immigrazione clandestina.. .. i clandestini curati SI ma poi rispediti al loro paese nel rispetto delle leggi.

  • Avatar anonimo di innominato
    innominato

    se e vero che la legge e uguale per tutti i clandestini violano la legge, se un medico e costretto a denunciare un ferito da arma da fuoco o simile non vedo perche non debba farlo con chi viola la legge in altro modo,se proprio vuole curarlo senza denunciarlo lo curi a spese proprie e non a carico del servizio sanitario pagato da noi cittadini,e giusto curare chi sta male ma se son buone le nostre cure devono essere buone anche le nostre leggi.

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -