Novafeltria, stabilimento Biesse verso la chiusura: tutto

Novafeltria, stabilimento Biesse verso la chiusura: tutto

Novafeltria, stabilimento Biesse verso la chiusura: tutto

Nulla da fare per lo stabilimento di Secchiano (frazione di Novafeltria) del gruppo Biesse, in provincia di Rimini: l'azienda chiudera' tra meno di un mese. La notizia e' stata data ieri dai dirigenti aziendali ai dipendenti: lavoratori e macchinari, come temuto, saranno trasferiti nella sede di Pesaro. Il nuovo impianto, inaugurato il 31 marzo 2008, avrebbe dovuto impiegare circa 90 dipendenti entro il 2010.

 

Ad oggi, invece, 18 lavoratori sono stati collocati in cassa integrazione straordinaria a zero ore, mentre altri 30 lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria a rotazione. In generale, e' emerso recentemente nelle interrogoazioni dei consiglieri regionali Gioenzo Renzi (An-Pdl) e Roberto Piva (Pd), l'unita' produttiva di Secchiano, anziche' espandersi come annunciato dall'azienda, e' progressivamente decresciuta.


Ora, dunque, lo stabilimento verra' inglobato in quello di Pesaro: la prospettiva che si trovano di fronte i dipendenti coinvolti, circa 50, e' fare tutti i giorni circa 150 chilometri per recarsi al lavoro. "L'azienda se l'e' presa con la gestione precedente e con la crisi economica. Purtroppo cosi' si aggrava anche la situazione della cassa integrazione con altri sei lavoratori a zero ore, mentre per la ventina rimanente sara' accentuata la rotazione a causa delle scarse commesse", ha detto oggi Walter Paesini, esponente Rsu della Biesse di Secchiano, nel corso della trasmissione 'Tempo Reale'.

Intanto, il centrodestra se la prende con la Regione, sollecitata anche nei giorni scorsi con diversi comunicati: "Siamo veramente esterrefatti dall'immobilismo dell'assessore regionale Duccio Campagnoli di fronte all'annunciata chiusura dello stabilimento a Secchiano", lamenta Gioenzo Renzi.

 

"Dal 2 febbraio- prosegue il consigliere regionale- che chiediamo un intervento dell'assessore per cercare di trovare una soluzione meno radicale di quella comunicata ieri ai sindacati dei dipendenti.
  Ma mentre dalla Regione tutto tace, dalla Biesse e' invece arrivata la infelice comunicazione". Renzi, dopo aver sottolineato i disagi per lavoratori e per tutto l'indotto, invita di nuovo Campagnoli a farsi vivo: "Gli chiediamo se non ritenga opportuno contattare al piu' presto la Biesse per verificare se almeno ci siano i margini per posticipare il trasferimento, permettendo a tutte le istituzioni del nostro territorio di capire se c'e' la disponibilita' di un'altra impresa a realizzare un nuovo stabilimento produttivo in quel sito. Evitando l'impoverimento della vallata dell'Alta Valmarecchia".

 

Proprio quattro giorni fa, fra l'altro, era stata l'assessore provinciale al Lavoro, Meris Soldati, ad annunciare una sollecitazione in viale Aldo Moro per affrontare la questione. 

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -