''Nube radioattiva'', l'Arpa rassicura: ''Valori di Iodio 131 trascurabili''

''Nube radioattiva'', l'Arpa rassicura: ''Valori di Iodio 131 trascurabili''

''Nube radioattiva'', l'Arpa rassicura: ''Valori di Iodio 131 trascurabili''

BOLOGNA - Sono "trascurabili" sia dal punto di vista ambientale che sanitario i valori di Iodio 131 rilevati sui cieli dell'Emilia Romagna nel corso dei controlli svolti dall'Arpa in seguito all'incidente alla centrale nucleare di Fukushima, in Giappone, dopo il terremoto e il successivo tsunami dell'11 marzo scorso. I valori, chiarisce Arpa, sono 300mila volte inferiori a quelli rilevati in occasione del disastro nucleare di Chernobyl avvenuto nel maggio del 1986.

 

I risultati delle misure della rete di allarme mostrano valori di dose in aria sempre inferiori a 100 nanoSievert all'ora e di Iodio 131 inferiori alla minima concentrazione rilevabile dagli strumenti. I valori di dose ambientale rilevati rientrano ampiamente nelle fluttuazioni del fondo ambientale naturale, che in Emilia-Romagna è compreso tra 63 e 204 nSv/h.

 

Anche le misure di particolato atmosferico non hanno evidenziato, fino al 25 marzo, la presenza di radionuclidi gamma emettitori superiori ai limiti di rilevabilità, che riferita allo Iodio 131 e al Cesio 137 è pari a circa 0,4 millibequerel per metro cubo. Per poter apprezzare livelli di radioattività anche bassissimi, dal 25 marzo è stato attivato un ulteriore campionamento di particolato ad alto flusso (800 l/min), che permette di migliorare la sensibilità di misura di circa 10 volte.


Dalle rilevazioni effettuate lunedì scorso, relative al campionamento di particolato atmosferico esteso da venerdì alle ore 12 a lunedì alle ore 9, sono state per la prima volta rilevate tracce di Iodio 131 (0,13 ± 0,05 mBq/m3). La concentrazione rilevata non ha alcuna rilevanza né sull'ambiente né sulla salute. Non è stata rilevata la presenza di altri radionuclidi rilasciati dall'impianto, in particolare il Cs 137.

 

In occasione dell'incidente alla centrale nucleare di Chernobyl il massimo valore di Iodio 131 rilevato in aria a Piacenza era stato di circa 30.000 mBq/m3. Anche l'analisi radiometrica del fall-out (cioè la ricaduta radioattiva al suolo sia secca che attraverso l'acqua piovana) raccolto nel periodo 21-28 marzo ha evidenziato la presenza di Iodio 131 in concentrazione pari a 12,75 ± 2,42 Bq/ m2.

 

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Il fall-out di Iodio 131 nei primi 15 giorni di maggio 1986 è stato pari a 20.350 Bq/ metri quadrati. Un'ulteriore conferma della deposizione al suolo di Iodio 131 deriva dall'analisi compiuta su campione di erba prelevato martedì con un valore pari a 1,5 ± 0,6 Bq/kg. Anche in questo caso può essere utile il confronto con i valori massimi rilevati in occasione dell'evento Chernobyl nei vegetali.

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