Nucleare, Casadei (PD) chiude per l'ennesima volta: "Non in Emilia-Romagna"

Nucleare, Casadei (PD) chiude per l'ennesima volta: "Non in Emilia-Romagna"

La scorsa settimana un rappresentante di Confindustria Emilia-Romagna durante il forum regionale dell'energia nel proprio intervento ha glissato sul tema del risparmio energetico e ha lasciato intendere "che la possibilità di impianti nucleari può rispondere ad esigenze di riduzione dei costi energetici". Le dichiarazioni, che lasciano pensare ad una richiesta di ritorno al nucleare, hanno suscitato le reazioni dell'Associazione ambientalista Legambiente Emilia-Romagna.

 

Sullo stesso tema il 26 ottobre è stata approvata dall'Assemblea Regionale una risoluzione che dichiara  la non disponibilità dell'Emilia Romagna ad ospitare centrali nucleari. Thomas Casadei (PD), Consigliere Regionale Emilia-Romagna e Membro della III° commissione "Territorio, Ambiente e Mobilità" è uno dei firmatari della risoluzione.

"La scelta di realizzare centrali nucleari in Italia e in Regione - afferma Casadei - risulta inaccettabile dal punto di vista ambientale ed economico. La tecnologia francese EPR che viene proposta oggi in Italia e che viene presentata come rivoluzionaria non ha risolto i problemi dello stoccaggio delle scorie e della sicurezza dei reattori. Sappiamo inoltre che oggi ricorrere al nucleare avrebbe costi enormi, e che nessuno saprebbe dire con precisione quanto potrebbe costare costruire nuove centrali nucleari. Per questi motivi il nucleare è già stato messo al bando da una risoluzione dell'Assemblea Legislativa presentata dal centrosinistra, prima firmataria Roberta Mori (PD), e approvata lo scorso 26 ottobre con i voti maggioranza di centro-sinistra e significativamente, grazie ad un proficuo lavoro di dialogo in Assemblea, dal Movimento 5 stelle."

"Piuttosto che inseguire ipotesi fantasiose e pericolose per la salute e le tasche dei cittadini - prosegue Casadei - l'Italia dovrebbe una buona volta puntare decisamente verso una corretta diffusione delle energie rinnovabili, che per loro caratteristica intrinseca si rigenerano o non sono "esauribili" nella scala dei tempi "umani" e il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future. A Confindustria e al mondo delle imprese rivolgo un appello perché investano in innovazione e in economia verde, la vera sfida che conta oggi in tema di energia."


"Come chiesto da Legambiente - conclude Casadei - auspico che il cammino di consultazioni intrapreso dalla Regione Emilia-Romagna sappia coinvolgere in modo adeguato anche il mondo ambientalista e le varie articolazioni della società: i cittadini devono partecipare ai percorsi che portano alla creazione di impianti a fonti rinnovabili e che hanno un importante impatto sul territorio."

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