Nuova influenza, senza vaccino rischio per over 65 malati di Bpco

Nuova influenza, senza vaccino rischio per over 65 malati di Bpco

Nuova influenza, senza vaccino rischio per over 65 malati di Bpco

ROMA - L'Associazione italiana pazienti Bpco ha presentato un'istanza al viceministro della Salute, Ferruccio Fazio, nella quale si chiede la vaccinazione contro il virus della nuova influenza A/H1N1 anche per i pazienti con Broncopneumopatia cronico-ostruttiva (Bpco) over 65. Nell'ordinanza del ministero del Welfare, infatti, sono state incluso nelle categorie da immunizzare con priorità chi è colpito da questa malattia, ma solo fino ai 65 anni.

 

La Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) è na malattia in costante crescita che causa circa 17 mila morti l'anno (con un'incidenza 2-3 volte maggiore per i maschi) e nel nostro paese colpisce 2 milioni e 600 mila persone, (1,5 mln over 65), arrivando tendenzialmente dopo i 45 anni, ha illustrato Fausta Franchi, vicepresidente dell'associazione: "è un paziente fragile e a rischio di riacutizzazione della propria malattia, in caso si venga contagiati dall'influenza A".

 

"Il virus infetta le cellule bronchiali - ha evidenziato  Franco Falcone, presidente dell'Associazione italiana pneumologi ospedalieri e direttore dell'Unita' operativa complessa di pneumologia dell'ospedale Bellaria, Ausl Bologna - causando un aumento dell'infiammazione cronica dei pazienti con Bpco, che va sotto il nome di riacutizzazione".

 

"Si tratta di un evento molto grave, che velocizza il decorso della malattia verso l'invalidità e purtroppo non raramente porta al decesso nel corso dell'episodio o nei mesi successivi. Pertanto, chi soffre di bronchite cronica di forma severa o molto severa deve essere vaccinato assolutamente contro l'H1N1 - ha concluso lo specialista - perché tutte le perplessità sugli eventuali rischi del vaccino devono essere confrontate con i gravi rischi che il paziente corre con l'infezione influenzale".

 

Sul banco degli imputati come responsabile numero uno di questa patologia, il fumo. ''I dati epidemilogici parlano di una malattia in crescita nonostante le campagne antifumo - ha spiegato Vito Brusasco, presidente della Societa' italiana medicina respiratoria (Simer) -. Il motivo può ricondursi al fatto che in molti paesi le campagne anti-fumo non sono state fatte o non sono efficaci, e che gli effetti del fumo sull'apparato respiratorio si vedono a distanza di anni''.

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