Nuova 'mission' per Cna Forlì-Cesena: da soggetto economico a 'forza sociale'

Nuova 'mission' per Cna Forlì-Cesena: da soggetto economico a 'forza sociale'

FORLI’ – Una nuova ‘mission’ per Cna: è quella sancita dall’assemblea provinciale della più importante associazione di categoria del territorio, svoltasi sabato scorso al Centro Engel di Forlì. Alla presenza del vice ministro dell’Economia, Roberto Pinza, e del segretario nazionale Giancarlo Sangalli, Cna si è proposta non più come semplice soggetto economico ma anche come forza sociale, con l’obiettivo di creare valore aggiunto per l’intera comunità in cui opera.


Il Viceministro dell’Economia, Roberto Pinza, ha affermato che è importante assecondare la ripresa in corso , rivendicando al Governo la scelta di interventi coraggiosi quali le liberalizzazioni e semplificazioni del ministro Bersani, che puntano a fare finalmente dell’Italia un Paese moderno. Per Pinza le imprese italiane hanno il merito di essersi ristrutturate in questi anni, in assenza di un supporto pubblico in quanto dal Governo precedente non erano venute scelte di politica industriale; ciò è avvenuto anche grazie al ruolo di stimolo e supporto svolto da associazioni quali CNA. Oggi è fondamentale dare alle piccole imprese che vogliono crescere la possibilità di farlo, ma occorre anche dare strumenti moderni alla grande parte del sistema produttivo che è fondato sulle pmi, quali una nuova regolamentazione dei Cofidi.


Il presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Massimo Bulbi, ha affermato di considerare molto moderno il ruolo che CNA si propone di svolgere in quanto associazione di rappresentanza e di ritenere che ciò costituisca uno stimolo anche per gli amministratori del territorio , in quanto il confronto avviene su proposte concrete e con l’assunzione di responsabilità chiare da parte di tutti i soggetti.


Il sindaco di Forlì, Nadia Masini, ha apprezzato la novità che il modo di costruire progetti sperimentali da parte di CNA porta nelle proposte per la competitività del territorio, ed ha citato al riguardo il settore della nautica. Ha dichiarato anche di aver particolarmente apprezzato, nella relazione, il riconoscimento del sistema del welfare locale, quale uno dei fattori che consente lo sviluppo economico, per il sostegno all’imprenditoria femminile ed all’inclusione sociale. Il prof. Rullani ha riconosciuto alle proposte della CNA il merito di avere una visione del futuro, infatti, senza una idea del tipo di sviluppo che si vuole raggiungere, è impossibile individuare gli strumenti adeguati per delinearlo. Il docente ha insistito molto sulla necessità di strutturare i distretti produttivi come “comunità epistemologiche” cioè della conoscenza, perché solo in questo modo sarà possibile operare quel salto di qualità che ci farà riprendere competitività rispetto alla globalizzazione dell’economia. Ciò può avvenire con l’assunzione di responsabilità da parte dei soggetti sociali che non si confrontano più soltanto con le istituzioni, ma realizzano vere e proprie partnership, come propone CNA.

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Infine il segretario generale CNA, Giancarlo Sangalli, ha ricordato come non solo in Italia, ma anche in Europa le piccole imprese siano la maggioranza: infatti il 94,5% ha meno di 10 dipendenti. Si tratta di imprese legate al territorio e che creano valore per il territorio stesso, ciò comporta scelte politiche adeguate ed un effettivo coinvolgimento nella concertazione. Sangalli ha ricordato anche il contributo che gli imprenditori possono dare quale classe dirigente, locale alle scelte delle comunità.

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