Nuove aree commerciali a Forlì. Confesercenti: "Così a rischio 265 negozi"

Nuove aree commerciali a Forlì. Confesercenti: "Così a rischio 265 negozi"

Nuove aree commerciali a Forlì. Confesercenti: "Così a rischio 265 negozi"

FORLI' - Consiglio Comunale infuocato: una delibera ha sbloccato 32.500 mq di nuove superfici di medio commercio, che vanno ad aggiungersi ai 52mila metri quadri già previsti dal Prg del 2003, ancora inutilizzati. Dure le parole del segretario di Confesercenti, Giancarlo Corzani, che cita uno studio catastrofico: con l'Iper e le aree a medie superfici di vendita sono a rischio 265 piccoli negozi e 655 addetti, con una perdita economica stimata in 67 milioni di euro.

 

Il Gruppo delle libertà e l'Udc sono usciti dall'aula, dopo un acceso scambio di opinioni tra il capogruppo di quest'ultimo Gabriele Gugnoni ed il Sindaco, Nadia Masini. Accese le proteste di Confesercenti, per bocca del segretario Giancarlo Corzani.

 

"E' un modo di amministrare che si rifà a lobby di potere. Noi non vogliamo entrarci in questa cosa, neppure per garantire il numero legale e per questo usciremo dall'aula. Questa delibera grida vergogna in fatto di trasparenza", così esordisce, senza mezzi termini, Gugnoni. Il Sindaco ha chiesto più volte spiegazioni, fino a che Gugnoni non è esploso: "l'omertà regna sovrana in questo Consiglio". Fuori dall'aula i chiarimenti sulla definizione di "sanatoria", affibbiata alla delibera consiliare dal capogruppo dell'Udc: "Lo stesso Gugnoni ha ammesso di aver esagerato", ha affermato Masini.

 

Sull'ipermercato Conad, il capogruppo Pd Marco Errani ha spiegato di "essere d'accordo con un iper a 21.500 mq", annullando così il funambolismo del vice-sindaco Evangelista Castrucci che, sia in Consiglio, che nelle commissioni precedenti, aveva detto ripetutamente che "l'ampliamento dell'Iper non è all'ordine del giorno. Sono 14mila mq e punto".

 

Tra le nuove aree previste ci sono anche 6mila mq nel polo commerciale di Pieveacquedotto, che sorgeranno intorno all'Iper della Conad, forse ancora prima dell'Iper stesso, bloccato dai sigilli della Procura della Repubblica. Si parla di quattro edifici autonomi, della superficie di vendita di 1.500 metri quadri l'uno, in un'area compresa tra l'edificio sequestrato, il casello dell'A 14 e via Gordini.

 

"Queste aree sono una scelta coerente con il Prg - spiega Errani - si dice che con queste scelte si dà un colpo alla piccola impresa in centro storico, ma non mi sembra che l'abbiamo difesa facendo sì che i forlivesi andassero nelle strutture delle città vicine. Abbiamo trovato una soluzione anche con l'accordo delle associazioni di categoria".

 

A questo punto 'insorge' Giancarlo Corzani, segretario della Confesercenti, seduto tra il pubblico: "Ma quale accordo. E' sbagliato far partire le medie superfici prima dell'Iper. E lo dice uno studio del Comune stesso". Corzani fornisce i numeri preoccupanti della previsione comunale (curata dalla società Sincron Polis): nell'ipotesi di un Iper a 21.500 mq e di aree di medio commercio per circa 17mila mq di vendita tutt'intorno l'effetto sarebbe di ridurre dal 30,8% al 24,5% la quota di mercato del commercio tradizionale in città, una perdita secca di 67 milioni di euro, con 262 piccoli negozi a rischio e 655 addetti del commercio in bilico (a fronte di assunzioni per 591 addetti nell'area di Pieveacquedotto, vale a dire -62 unità, ma con contratti generalmente più precari).

 

"Questi sono gli impatti della delibera di oggi. Si rischia di massacrare tutto il commercio, anche perchè le aree di medie superfici vanno in gran parte a mangiare il mercato cittadino e hanno poca attrazione dall'esterno", conclude Corzani.

 

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Dalla maggioranza Fabrizio Francia (Pd), invoca addirittura aree più grandi: "Dobbiamo far sì che chi vuole portare una media superficie da fuori venga, contro un blocco della categoria dei commercianti che hanno paura del nuovo". Voti a favore della maggioranza e contrari dell'opposizione e l'uscita dall'aula dell'Udc e del Gruppo delle Liberta' (Gasperoni e Milanesi) concludono la bagarre.

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