Nuovo asse tra Forlì e Cesena: intesa tra Balzani e Lucchi

Nuovo asse tra Forlì e Cesena: intesa tra Balzani e Lucchi

Roberto Balzani e Paolo Lucchi, candidati sindaco del Pd a Forlì e Cesena

Nuovo asse tra Forlì e Cesena. E' quello che si sta costruendo tra i due candidati sindaco del Pd, il forlivese Roberto Balzani e il cesenate Paolo Lucchi, che a seguito di un primo contatto sono pronti ad aprire il cantiere per realizzare "un raccordo fra progetti e piani di sviluppo delle due città", affermano. Al primo posto tra le priorità dei due aspiranti sindaci (entrambi vincitori delle primarie nelle proprie città) "l'emergenza sociale ed economica".

 

Una crisi che "sta colpendo anche il nostro territorio" e contro la quale "ci pare indispensabile giungere ad un raccordo tra elaborazioni programmatiche, in un'ottica di alleanza territoriale tra le nostre due città".

 

Un ‘asse' tra Forlì e Cesena (che per la verità negli ultimi anni hanno in più occasioni lavorato senza un oggettivo coordinamento) necessario per "affrontare in modo evoluto questioni quali il collegamento tra le due città, il modello sanitario, la difesa delle peculiarità ambientali della collina e della pianura, il rafforzamento del polo universitario, le potenzialità di innovazione del nostro sistema di piccole e medie imprese, un'organizzazione turistica unitaria costruita sui punti d'eccellenza culturale dei due territori". Da qui la volontà di costruire "una base di elaborazioni ed impegni comuni".

 

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Un modo di lavorare richiesto anche dal metodo di ‘investitura' che ha portato alla scelta dei due candidati. "I tanti cittadini che ci hanno scelti attraverso le primarie ci hanno chiesto non solo di gestire bene l'esistente, ma soprattutto di garantire un plus di innovazione e coraggio rispetto alle nuove sfide". 

Commenti (3)

  • Avatar anonimo di Thomas
    Thomas

    per conoscenza: https://www.romagnaoggi.it/forli/2008/12/11/110455/ e inoltre dalle idee programmatiche di Roberto Balzani Unire il territorio, alzare il livello della sfida Da sola Forlì non ha molte speranze: è una città medio-piccola, circondata da altre città, in genere piuttosto dinamiche. In questi anni, ha pagato duramente il suo isolamento: abbiamo un aeroporto in affanno, una fiera senza futuro, una logistica che, su scala municipale, non ha senso. Forlì deve recuperare anzitutto il suo ruolo di “capoluogo”, dialogando con i Comuni del comprensorio, risolvendo insieme una parte dei problemi comuni, organizzando il territorio secondo i principi di sviluppo di qualità e di rispetto dell’ambiente. In secondo luogo, deve aprire un grande confronto su scala romagnola per unire i territori, per farli dialogare sulle grandi questioni comuni (infrastrutture materiali e immateriali, in primo luogo). Per far ciò, ci vogliono persone che abbiano una visione, che non si fermino al campanile, che sappiano discutere ovunque, in Romagna e oltre. Il mio sogno è semplice unire province, risparmiare sui costi della politica, restituire quello che si risparmia ai cittadini in qualità del vivere, facilità di movimento, sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale. Questa cosa si può fare da subito: basta volerla. Dammi una mano per mettere in piedi l’unico, vero laboratorio di trasformazione territoriale capace di andare contro la logica oggi imperante: aumentare le divisioni e i livelli di governo e moltiplicare i costi. Sui temi posti dunque Roberto Balzani ha le idee piuttosto chiare, e sono idee lungimiranti. Thomas Casadei (componente direzione territoriale PD Forlì)

  • Avatar anonimo di d_a_v_i_d_e
    d_a_v_i_d_e

    Non dovrebbe essere la Provincia (FC) a occuparsi di queste sinergie? Rabbrividisco ad accordi di questo tipo, che non rispondono ai cittadini sovrani ma a spartizioni fra "compagni di merende". Se una città romagnola venisse amministrata da una compagine avversa allora verrebbe forse emarginata? O si dà uno scopo all'ente provincia oppure è giusto ed urgente abolirlo. Mi sembra che le sinergie con Cesena abbiano favorito solo quest'ultima. Perchè Forlì non dovrebbe dialogare ad esempio con Faenza. Credo prorpio che la soluzione migliore sarebbe un'unica provincia Ravenna-Forlì-Cesena, allora sì che sarebbe possibile, eliminando il campanilismo che non ha motivo di esistere, contrastare l'asse Bologna -Rimini.

  • Avatar anonimo di Stefano Ra
    Stefano Ra

    Non sarebbe male se l'intesa si cercasse anche con Ravenna, specie sul piano infrastrutturale le tre città romagnole, racchiuse in un raggio di 30 Km, hanno peculiarità diverse e complementari: porto, areoporto e autoporto, con due complessi fieristici che Ravenna invece non ha; è così difficile fare sinergia?!

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