Nuovo sito web per il Viminale, Amato lo lancia in web conference

Nuovo sito web per il Viminale, Amato lo lancia in web conference

ROMA - L’inaugurazione del nuovo sito internet del Viminale, rinnovato nella veste grafica e nella struttura dei contenuti, è stata celebrata mercoledì mattina con la prima web conference del ministro dell’Interno Amato. "Il sito – ha spiegato il ministro - è uno dei modi di comunicare più diffusi: era essenziale che noi convertissimo uno strumento che inizialmente era concepito per addetti ai lavori, in uno strumento al quale il ‘non addetto ai lavori’ possa trovare le informazioni che cerca. L’interazione tra noi e coloro che si servono del sito ci aiuterà a migliorarlo sempre di più”.


Per quasi un’ora in diretta video, affiancato dal responsabile del sito, Maria Virginia Rizzo, il ministro Amato ha risposto agli utenti del web che hanno fatto pervenire all'indirizzo telematico oltre 500 domande in poco più di tre ore, sugli argomenti più diversi. ”Non togliete quelle cattive”: ha raccomandato il ministro prima di iniziare.


Nel filo diretto con i cittadini sono stati affrontati, tra gli altri, i temi della sicurezza, dell’immigrazione, della lotta alla prostituzione. Rispondendo ai quesiti che provenivano sul tema della sicurezza, il ministro ha tenuto a precisare che l'andamento della criminalità non sta peggiorando rispetto agli anni precedenti ed ha annunciato la presentazione, fra due settimane, di “un rapporto molto accurato sulla sicurezza”.


“Le nostre città – ha spiegato - continuano ad essere nel loro insieme più sicure delle grandi città dei paesi con i quali ci confrontiamo”. Il ministro non può, ha aggiunto, “promettere a cittadini che non ci saranno più reati nelle loro città, ma posso promettere che la nostra capacità di intervenire sta crescendo nei limiti delle risorse delle quali disponiamo”.

"Ministro, un terzo dei reati è commesso da immigrati. Io credo nell'integrazione. Ma come si fa a non diventare diffidenti verso queste persone?" ha chiesto un utente da Mantova. Il ministro ha risposto che, per quanto riguarda il rapporto fra criminalità e immigrazione, è fondamentale fare delle distinzioni “fra immigrati regolari e irregolari” perché “dei regolari il numero di denunciati ed arrestati è basso, circa il 6-7%, una percentuale che è in media con quella della nostra stessa comunità e di altre. La criminalità si concentra invece tra i clandestini”.


Occorre distinguere, inoltre, “fra reati nei confronti dei beni protetti dal codice penale, reati contro la vita, la proprietà, l’amministrazione pubblica, ecc. dai reati che rappresentano violazioni sulla legge dell'immigrazione”, che è una violazione amministrativa. Bisogna “essere severi nei confronti dei criminali”, perché ci aiuta a “distinguere tra il rumeno e il criminale rumeno, come è giusto distinguere tra l’italiano e l’italiano mafioso”.


Sulla gestione del fenomeno migratorio il ministro ha accusato la normativa vigente: “La legge Bossi-Fini ha creato un congegno che non funziona”. ”Se voi conoscete un ingegnere elettronico bravissimo, che lavora nella Silicon Valley o in India - ha spiegato Amato - gli fate un contratto prima di venire in Italia, ma se voi volete un lavoratore non qualificato che venga a fare il manovale nella vostra piccola azienda o una badante, come diavolo fate a fargli un contratto prima che venga, se non conoscete il suo nome?". Per ovviare a questo problema innescato dalla Bossi-Fini, che ha prodotto immigrazione irregolare, il ministro punta sull’introduzione degli sponsor “che garantiscono il salario mensile e il contributo sanitario agli immigrati che arrivano in Italia finché non hanno il contratto”.


Ad un utente romano preoccupato per la visita di sabato nella capitale del Presidente degli Stati Uniti George Bush, il ministro ha riconosciuto che potrebbero esserci dei disagi per la circolazione, a causa di alcuni percorsi bloccati dalle manifestazioni di gruppi vari, “più o meno ostili a Bush e agli Stati Uniti”. Il ministro, però, confida che tutto vada bene: “Sappiamo fronteggiare i rischi per l'ordine pubblico – ha detto – e prevediamo un impegno elevato di risorse per garantirlo”.


“Impegnarsi positivamente tutti perché cambiare è possibile” è il messaggio che il ministro ha inviato a Fabrizio da Napoli e a tutti i napoletani, rispondendo ad una domanda sui problemi della sicurezza della città partenopea. “Poche settimane fa – ha ricordato Amato - ho ricevuto al Viminale centinaia di bambini napoletani che hanno cantato canzoni contro la camorra. Non dobbiamo spegnere la fiducia che c'è negli occhi di quei bambini, tocca a noi ribellarci”.
“Capisco - ha spiegato Amato - la sensazione di malessere” ed ha ricordato che il “primo patto per la sicurezza è stato fatto proprio a Napoli e che il primo segnale è stato togliere i lucchetti che chiudevano i cancelli al di là dei quali solo i camorristi potevano passare”. “Da diversi mesi abbiamo impegnato le forze dell'ordine per aprire quei lucchetti”. Il problema di Napoli non è risolto, ma c'è “un'inversione di tendenza”.


Rispondendo alla domanda di un cittadino romano sul fenomeno della prostituzione, il ministro ha dichiarato che sta “proponendo da settimane, senza vedere grandi echi positivi, di seguire l'esempio svedese e di proibire la prostituzione in strada, che consentirebbe alle forze dell'ordine di intervenire più efficacemente”.
L'attuale legislazione, secondo Amato, non favorisce la lotta allo sfruttamento delle giovani prostitute: con la retata “si ripulisce una notte e tre notti dopo tutto torna come prima”. “Non mi illudo di abolirla così - ha sottolineato - ma togliendola dalle strade si riduce l'impatto della criminalità su queste ragazze”.

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La formula della web conference, adottata oggi per la prima volta dal Ministero dell’Interno per incontrare i cittadini, è un’innovazione che sarà riproposta, con cadenza mensile, ospitando i vertici dell’amministrazione dell’Interno.
Per una migliore comunicazione tra le istituzioni e i cittadini, inoltre, saranno periodicamente organizzati forum tematici per dare risposta a quesiti e dubbi su materie specifiche, con la partecipazione degli esperti del ministero.

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