Omicidio Cicioni: Barbara uccisa per un litigio

Omicidio Cicioni: Barbara uccisa per un litigio

PERUGIA – Barbara Cicioni sarebbe stata uccisa perché il giorno successivo non se la sentiva di recarsi al lavoro, essendo all’ottavo mese di gravidanza. Così, dopo un violento litigio (l’ennesimo), il marito l’ha colpita. Non curandosi della gravidanza della donna, esattamente come fece nel 1999, quando Barbara era incinta di 7 mesi del primo figlio.


L’ARRESTO DEL MARITO

Svolta nelle indagini dell'omicidio di Barbara Cicioni, la 33enne incinta di 8 mesi e madre di due figli uccisa nella nottata tra giovedì e venerdì nella sua abitazione di Compignano. In manette è finito, con l'accusa di omicidio volontario aggravato (futili motivi, crudeltà verso la vittima, rapporto di coniugio), maltrattamenti nei confronti della donna e dei figli minori, calunnia nei confronti di ignoti, simulazione di reato, il 37enne Roberto Spaccino, marito della Cicioni. L'uomo è stato convocato presso la caserma dei Carabinieri di Marsciano dove è stato accompagnato dagli avvocati Michele Toti e Luca Gentili.


La Procura ha reso noto che sono stati trovati, dopo cinque giorni di intensa attività investigativa, indizi consistenti. La Cicioni è stata vittima di violenze fisiche e morali. L'indagato avrebbe simulato i reati di furto e rapina.

Dall'autopsia, eseguita dal dottor Luca Lalli, è emerso che la Cicioni è deceduta per insufficienza cardio-respiratoria attorno alle 22 e non oltre le 22.30. L'omicida l'avrebbe colpita e poi le avrebbe premuto il cuscino sul viso e sul collo. Nell'esame autoptico sono emersi anche segni interni, una violenta stretta sulla carotide. La vittima è stata colpita da un pugno sul naso e poi sarebbe stata soffocata. Sotto le sue unghie è stato trovato del materiale organico Molto probabilmente l'assassino, per depistare le indagini, avrebbe messo a soqquadro la casa, simulando poi la rapina prelevando 1500 euro dalla cassaforte.


I Carabinieri del Ris, all'interno del luogo del delitto, hanno trovato delle tracce di sangue in camera da letto, nel salone e in garage portate dall'assassino. Inoltre la magistratura ha posto sotto sequestro l'Opel Zafira del coniuge in quanto sono state trovate anche li della macchie di sangue. Spaccino ha dichiarato di esser uscito alle 23.30 e di esser tornato a casa alle 00.30.


IN CENTINAIA AI FUNERALI

Centinaia di persone si sono assiepate davanti alla piccola chiesa di Morcella, dove si sono celebrati i funerali di Barbara Cicioni, 33 anni, uccisa il 25 maggio scorso nella sua abitazione di Compignano in provincia di Perugia e per il cui omicidio è stato arrestato oggi il marito, Roberto Spaccino.

Ci sarebbero ''consistenti indizi'' contro Roberto Spaccino, arrestato alle 14.20 di oggi in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Perugia per l'omicidio della moglie incinta di otto mesi. E' quanto si legge in un comunicato emesso oggi dalla procura della Repubblica di Perugia. ''Pregressi, usuali, gravissimi maltrattamenti nei confronti della Cicioni, comprendenti violenze fisiche e morali''.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Spaccino, 37 anni, ha lasciato intorno alle 15.20 la caserma di Marsciano. L'uomo, vestito con un paio di jeans e una camicia a quadri, è stato fatto salire sulla Gazzella dei carabinieri che è poi partita a sirene spiegate. All'uscita dell'uomo decine di persone che si erano accalcate di fronte alla caserma lo hanno insultato chiamandolo 'bastardo' e invocando per lui la pena di morte.


Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -