Omicidio Cicioni, la gelosia il movente?

Omicidio Cicioni, la gelosia il movente?

PERUGIA - Qual'è il movente che ha spinto Roberto Spaccino ad uccidere la moglie Barbara Cicioni, incinta all'ottavo mese? Molto probabilmente la gelosia e la Procura di Perugia sta lavorando per chiarire cosa si accaduto la nottata tra il 24 e il 25 maggio scorso nella villetta di Compignano. Il 37enne, dal carcere di Capanne, continua a proclamare la sua innocenza. Lo ha fatto mercoledì, parlando con gli operatori dell'istituto penitenziario, durante la prima e lunga giornata passata dietro alle sbarre di una cella di isolamento dove resterà almeno fino all'interrogatorio di garanzia fissato per venerdì. L'uomo non ha voluto usufruire dell'ora d'aria di cui ha diritto, anche questa in solitudine, come accade per i detenuti in isolamento.

I difensori del presunto omicida parlano di accuse non suffragate e di mancanza di riscontri scientifici. Secondo il sostituto procuratore Antonella Duchini l'omicidio è maturato in un clima di "gravissimi maltrattamenti" nei confronti della donna da parte di Spaccino. Gelosia e sospetti sulla bambina che la Cicioni aveva in grembo, il movente privilegiato. Intanto, secondo fonti non ufficiali, ci sarebbero anche due nuovi indagati.

Ma chi è Roberto Spaccino? Un uomo particolarmente pericoloso, violento, cinico, che maltrattava ripetutamente la moglie, picchiandola per un secondo buco all'orecchio o perché non gli trovava un paio di calzini, minacciando anche i figli piccoli di 4 e 8 anni. Spaccino è accusato di omicidio volontario aggravato (futili motivi, crudeltà verso la vittima, rapporto di coniugio). A quanto pare Spaccino non aveva accettato la terza gravidanza della moglie, spingendo la moglie o ad abortire o a far riconoscere la bambina in arrivo dal padre di lei.

Secondo l'ordinanza, la sera del delitto Barbara aveva espresso al marito "la sua legittima necessità di non recarsi al lavoro nella giornata successiva per l'avanzato stato di gravidanza e le problematiche insorte con riferimento al diabete gravidico e alla ritenzione di liquidi (circostanze che avrebbero consigliato la sua assenza dal lavoro in lavanderia già da mesi) e lo Spaccino, reiterando il rituale delle ingiurie di ozio, l'ha colpita violentemente e reiteratamente fino a provocarne il decesso, incurante dello stato di gravidanza della donna e delle lesioni che avrebbe arrecato anche alla bambina che stava per nascere".

IL DELITTO

Dall'autopsia, eseguita dal dottor Luca Lalli, è emerso che la Cicioni è deceduta per insufficienza cardio-respiratoria attorno alle 22 e non oltre le 22.30. L'omicida l'avrebbe colpita e poi le avrebbe premuto il cuscino sul viso e sul collo. Nell'esame autoptico sono emersi anche segni interni, una violenta stretta sulla carotide. La vittima è stata colpita da un pugno sul naso e poi sarebbe stata soffocata. Sotto le sue unghie è stato trovato del materiale organico Molto probabilmente l'assassino, per depistare le indagini, avrebbe messo a soqquadro la casa, simulando poi la rapina prelevando 1500 euro dalla cassaforte.

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I Carabinieri del Ris, all'interno del luogo del delitto, hanno trovato delle tracce di sangue in camera da letto, nel salone e in garage portate dall'assassino. Inoltre la magistratura ha posto sotto sequestro l'Opel Zafira del coniuge in quanto sono state trovate anche li della macchie di sangue. Spaccino ha dichiarato di esser uscito alle 23.30 e di esser tornato a casa alle 00.30.

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