Omicidio delle mani mozzate, ''l'assassino e la vittima erano stati amanti''

Omicidio delle mani mozzate, ''l'assassino e la vittima erano stati amanti''

Omicidio delle mani mozzate, ''l'assassino e la vittima erano stati amanti''

MILANO - Emergono nuovi particolari su G.P., l'imbianchino di 58 anni di Ispra sospettato di aver ucciso la pensionata Carla Molinari e di averle mozzato le mani lo scorso 5 novembre. Secondo quanto dichiarato dalle figlie dell'uomo, in una deposizione contenuta nell'ordinanza con cui il gip di Varese ha disposto il carcere per l'indagato, il 58enne ebbe una relazione extraconiugale con la vittima quando la moglie era ancora viva. La cosa era nota anche ai due fratelli dell'imbianchino.

 

Il giudice di Varese Giuseppe Fazio ha interrogato anche il figlio di una delle migliori amiche della vittima per ricostruire i contatti che la tipografa in pensione aveva con il 58enne. Nel frattempo non sono ancora state rinvenute le mani della vittima e l'arma usata dall'assassino per il delitto. Il corpo della vittima resta a disposizione della Procura di Varese, che non ha concesso il nulla osta per l'inumazione.

 

Intanto Simona Bettiati, l'avvocato di Giuseppe Piccolomo, si prepara a presentare ricorso al Tribunale del Riesame di Milano contro l'ordinanza di custodia cautelare nei confronti del suo assistito. G.P. è accusato di omicidio volontario aggravato.

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