Omicidio Di Rosa, la Cassazione conferma il carcere a vita a Valpiani

Omicidio Di Rosa, la Cassazione conferma il carcere a vita a Valpiani

Omicidio Di Rosa, la Cassazione conferma il carcere a vita a Valpiani

FORLI' - Carcere a vita per Davide Valpiani. La Corte di Cassazione ha confermato giovedì pomeriggio la condanna all'ergastolo per il 45enne forlivese accusato di aver ucciso la nottata tra il 4 e il 5 agosto del 2005 il forlimpopolese Vincenzo Di Rosa, 37 anni. Il corpo della vittima, fratello di quella che era a quel tempo la compagna dell'imputato, venne trovato in via Ficocle nei pressi delle saline di Cervia da una cameriera romena che diede subito l'allarme.

 

ASSICURAZIONE - Per l'accusa Valpiani ha ucciso con un colpo di pistola alla nuca di Rosa per poter riscuotere gli 850mila euro di risarcimento dell'assicurazione che l'indagato fece stipulare alla vittima. Beneficiaria della polizza era la sorella di Di Rosa. La relazione tra i due si è poi interrotta nel corso delle indagini che avevano portato Valpiani ad essere arrestato anche per favoreggiamento della prostituzione. La donna non ha mai voluto riscuotere quei premi.

 

LA TESTIMONIANZA DEL TRANS - L'arma del delitto non venne mai trovata. Al delitto aveva assisto un transessuale, il lituano Linas Lipeika, che riuscì a salvarsi fuggendo tra i campi in direzione dell'Adriatica. La testimonianza di Lipeika, secondo i giudici, era da considerarsi attendibile poiché aveva riferito di aver visto due persone avvicinarsi e Di Rosa cadavere in avanti colpito sulla fronte dallo sparo.

 

ALIBI - Dopo l'omicidio Valpiani aveva messo in scena l'alibi che lui stesso, intercettato dalle forze del'ordine, aveva definito "spettacolare" e "prova di bomba". Ma a tradirlo è stato la ‘Pizzeria Bigno' di Rimini, dove si era recato il forlivese, che gli ha impedito di sostenere di esser entrato molto tempo prima dell'1.11. Secondo i giudici tale orario era compatibile con la circostanza di aver lasciato via Ficocle dopo l'omicidio, la cui era ora stata posta attorno alle 0.30.

 

 POLVERE DA SPARO - Ma Valpiani sarebbe stato incastrato anche da sette particelle di polvere da sparo trovate dai Carabinieri del Ris di Parma nella sua auto. Tali erano ritenute compatibili con quelle che erano state isolate sulla maglietta che indossava la vittima. Giovedì l'epilogo della vicenda, arrivata intorno alle 19. Valpiani è difeso dall'avvocato Gianluca Alni. Intanto è ancora un uomo libero colui che ha sparato al povero Di Rosa.

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