Omicidio Di Rosa, la Corte: ''Valpiani perfettamente lucido e spregiudicato''

Omicidio Di Rosa, la Corte: ''Valpiani perfettamente lucido e spregiudicato''

Omicidio Di Rosa, la Corte: ''Valpiani perfettamente lucido e spregiudicato''

FORLI' - Davide Valpiani era lucido quando uccise la notte del 4 agosto del 2005 a Pinarella di Cervia il fratello dell'ex compagna, Vincenzo Di Rosa. Così i giudici della Corte d'Assise d'Appello di Bologna hanno spiegato la conferma dell'ergastolo inflitta in primo grado dalla Corte d'Assise di Ravenna. Dalle 55 pagine di motivazioni è emerso un ritratto particolarmente inquietante del 44enne forlivese, "un omicida borderline ma del tutto capace di intendere e volere".

 

Valpiani, si legge nel documento esteso dalla Corte d'Assise d'Appello di Bologna, era "perfettamente lucido e spregiudicato". "Un manipolatore di deboli, con un ego da superuomo". I giudici hanno ritenuto credibile la testimonianza del trans lituano Linas Lipeika, che ha descritto l'interno dell'auto di Valpiani e soprattutto l'esecuzione dell'omicidio. Forte anche il movente della riscossione delle polizze dell'assicurazione.

 

Hanno scritto i giudici: "appare decisiva la considerazione del fatto che le due polizze non sono state circoscritte ai soli infortuni, ma estesa all'evento morte per cifre assai elevate (...) in difetto di qualsiasi interesse del Di Rosa". Le polizze vennero pagate da Valpiani: questo, sta scritto nelle motivazioni, "dimostrò un interesse personale diretto che andava ben oltre all'intenzione di aiutare l'amico".

 

Dopo l'omicidio Valpiani ha messo in scena l'alibi che lui stesso, intercettato dalle forze del'ordine, aveva definito "spettacolare" e "prova di bomba". Ma a tradirlo è stato la ‘Pizzeria Bigno' di Rimini, dove si era recato il forlivese, che gli ha impedito di sostenere di esser entrato molto tempo prima dell'1.11. Secondo i giudici tale orario è compatibile con la circostanza di aver lasciato via Ficocle dopo l'omicidio, la cui era stata posta attorno alle 0.30.

 

Così la Corte: "A livello logico tre considerazioni si impongono: è del tutto inverosimile che un individuo conservi per mesi uno scontrino privo di importanza; in secondo luogo è altrettanto anomalo fruire dell'autostrada senza pagare il pedaggio, in terzo luogo non può suscitare stupore che una persona entri in pizzeria e in appena venti minuti sia seduto, abbia consumato una pizza e sia poi uscito (...) facendo ragionevolmente ipotizzare che perlomeno la consumazione del pasto sia stata omessa per ottenere lo scontrino il più velocemente possibile".

 

"Completamente fallace", hanno scritto i giudici, la testi che Di Rosa fosse stato assassinato da protettori di una prostituta di cui si sarebbe invaghito. Per la Corte quello di Valpiani è stato un "piano accuratamente preordinato e freddamente realizzato, con l'adozione di puntuali e precise strategie di autodifesa, concluso con la spietata esecuzione della vittima senza alcuna soluzione di continuità e resipiscenza (...) il tutto con la totale mancanza di pentimento.

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