Omicidio di Villalta, i colleghi di lavoro di Eleonora: "Era gentile ed educata"

Omicidio di Villalta, i colleghi di lavoro di Eleonora: "Era gentile ed educata"

Omicidio di Villalta, i colleghi di lavoro di Eleonora: "Era gentile ed educata"

CESENATICO - Eleonora Liberatore, la 37enne uccisa martedì sera a Villalta dall'ex che non si rassegnava alla fine della loro storia, ha lasciato un vuoto tra colleghi e datori di lavoro della Ricci Alimentari, dove lavorava come segretaria. Mercoledì mattina, il giorno dopo l'assassinio, l'atmosfera è tesa e palpabile: i colleghi "ancora non si rendono conto" di averla salutata ieri, alle 18,15, per l'ultima volta.

 

"Siamo confusi e scossi - ci dicono - era una brava ragazza, sempre molto gentile ed educata. Una persona che sapeva parlare con le persone e solo di rado si è notato in lei una certa inquietudine. Una ragazza ben voluta da tutti i colleghi. Quanto accaduto ci ha lasciato tutti colpiti perché queste sono cose che accadono in altre città".

 

L'assassino? I conoscenti: "Non ce lo aspettavamo"

Immancabile il "Non me lo sarei mai aspettato"che torna di frequente tra i vicini di via Verdoni a Cesena, dove l'elettricista abita. Solo persone che hanno condiviso poco tempo con Sokol. Sokol Pirra è descritto da tutti comunque come un buon operaio, "tamugno" di corporatura; una persona riservata, taciturna ma propensa verso il prossimo come nel caso di una signora disabile che aiutava a percorrere le scale nel suo condominio.

 

C' è anche chi si espone un po' di più rivelando che negli ultimi tempi, "da circa un mese a questa parte, sembrava più serio, pensieroso e più schivo del solito". I vicini di quella casa spiegano anche che lei da pochi giorni era venuta a riprendersi le sue cose da quell'abitazione che condivideva con Pirra. Un gesto che segnava forse nella testa dell'aggressore la fine definitiva della relazione d'amore.

 

a.m.

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