Omicidio di Villalta, l'assassino sotto choc: "Devevo farlo"

Omicidio di Villalta, l'assassino sotto choc: "Devevo farlo"

Omicidio di Villalta, l'assassino sotto choc: "Devevo farlo"

CESENA - "L'ho uccisa, l'ho uccisa, andrò in galera ma ho fatto quello che dovevo fare perché mi ha offeso": a delitto appena compiuto è stata la frase con cui Sokol Pirra, l'omicida di Villalta, è entrato in una casa di campagna nei pressi del luogo del delitto, in stato di choc. Con un braccio maciullato, dove si vedevano le ossa, per il tentativo di suicidio per folgorazione, la prima cosa che ha chiesto entrando è stato di chiamare i suoi colleghi.

 

> LE FOTO DEL DELITTO (fotoservizio di Massimo Argnani)

 

Ma è stata quella frase, ripetuta davanti ai membri spaventati di quella famiglia, a creare un senso di vuoto. Lo riporta uno dei famigliari sentito da RomagnaOggi.it. Quindi da parte della famiglia immediata è partita la chiamata alle forze dell'ordine anche "perché stava malissimo", spiega il testimone, per le lacerazioni subite al braccio. Alla richiesta di spiegazione la risposta è stata sempre la stessa: "Dovevo farlo".

 

Era un uomo non in sé Pirra, pochi minuti prima al 'Madame Caffè' ha infierito sulla ex compagna Eleonora Liberatore, uccidendola con un fendente alla gola. I carabinieri, al loro arrivo, lo hanno trovato seduto, incapace perfino di alzarsi per la tensione, non ha opposto resistenza e ha anzi ringraziato per l'acqua che gli è stata offerta.

 

Alessandro Mazza

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