Omicidio Garattoni, Stefania uccisa da dodici coltellate

Omicidio Garattoni, Stefania uccisa da dodici coltellate

Omicidio Garattoni, Stefania uccisa da dodici coltellate

CESENA - Il Commissariato di Cesena fa il punto della situazione sull'uccisione di Stefania Garattoni avvenuta alle 14.30 circa di mercoledì. Luca Lorenzini, il presunto colpevole, ha confessato l'omicidio e l'ha ricondotto ad un raptus. Non riusciva ad accettare la fine della loro storia. L'accusa è quella di omicidio volontario. Prima di essere fermato, Luca ha mostrato alla polizia una pistola a salve dalla quale è esploso un colpo accidentale che non ha provocato la reazione degli agenti.

 

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Ogni elemento è al suo posto nella ricostruzione del Commissariato ma non si può certo parlare di lieto fine. Il sangue freddo degli agenti ha permesso che la giornata di mercoledì non fosse macchiata da un altro spargimento di sangue. Infatti una volta individuato e raggiunto dalle forze dell'ordine (più di 20 pattuglie sparse per il territorio) di Cesena in Zona San Carlo in prossimità della centrale elettrica a ridosso del fiume Luca Lorenzini ha puntato una pistola a salve ma priva di tappo rosso contro un agente.

 

Solo le grida del padre, che rivelava la natura dell'arma, e il sangue freddo di un agente hanno scongiurato il peggio. Proprio in quel tratto di fiume, dove Lorenzini si era recato con una mountain bike, aveva trovato un universitario intento a fare delle foto. Visibilmente scosso il giovane è rimasto impassibile e ha obbedito alla richiesta del reo confesso di non allontanarsi e "di fargli compagnia". Fondamentale il contributo del padre che è stato d'aiuto nelle ricerche individuando l'area in cui cercare il figlio.

Sottoposto ad un interrogatorio di due ore e mezzo circa, Lorenzini ha raccontato, tra momenti di lucidità ed altri di disperazione, il motivo del suo gesto. Nonostante fosse passato un mese dalla separazione con Stefania con cui aveva avuto una relazione lunga 4 anni e 10 mesi, non riusciva a sopportare i rifiuti ai tentativi di riconciliazione. Lo stesso Luca ha parlato di un raptus scatenato dalla reazione della ragazza ad un messaggio inviato poco prima del fatto.

 

Il ragazzo è stato subito identificato da un'amica di Stefania che le era vicino e che è corsa disperata incontro alla polizia giunta sul posto dopo pochi minuti. Intanto Luca, che era giunto al Centro Cartesio a piedi, ha prelevato uno scooter Honda 50 in un'officina poco distante per poi abbandonarlo nella propria abitazione dove ha preso una bicicletta. A detta degli inquirenti, i colpi inferti con un coltello a serramanico che pare si sia portato da casa, sono stati "più di una dozzina". Hanno colpito la povera ragazza dal petto in su e molte "in punti sensibili".

  

Alessandro Mazza


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