Omicidio Meredith, Amanda a casa prima dell'omicidio

Omicidio Meredith, Amanda a casa prima dell'omicidio

PERUGIA – Amanda Knox, la coinquilina della 22enne Meredith Kercher, la studentessa inglese in Erasmus in Italia uccisa la sera del primo novembre in un casolare di Perugia, rientrò nell’abitazione alle 20.43. A dirlo sono le telecamere che si trovano nel parcheggio antistante e che hanno immortalato la ragazza mentre stava varcando la porta. Si vede l’americana vestita da abiti chiari ed una gonna. A questo punto è chiaro pensare che, mentre Meredith veniva uccisa, la Knox si trovava in casa.

“Con me c’era Patrick” aveva dichiarato la Knox nell’interrogatorio. Nelle immagini registrate dalle telecamere non si è colto l’ingresso di altre persone, ma secondo gli investigatori le riprese non sarebbero state in grado di immortalare il movimento delle persone vestite di scuro. Le indagini proseguono anche su cosa sia accaduto nelle ore successive al delitto. Un testimone ha raccontato che dal casolare si sentivano udire delle persone che parlavano ad alta voce attorno alle 2. Questo significherebbe che all’interno dell’abitazione vi era qualcuno oltre all’americana, che potrebbe essere il compagno Raffaele Sollecito.

“Non sono sicura se fosse presente anche Raffaele quella sera — ha dichiarato la giovane agli inquirenti — ma ricordo bene di essermi svegliata a casa del mio ragazzo, nel suo letto e che sono tornata al mattino nella mia abitazione dove ho trovato la porta aperta”. Sollecito, invece, aveva raccontato di esser stato davanti al computer a navigare per circa due ore e che Amanda era tornata a casa sull’una. Il barese ha cambiato versione nell’interrogatorio di convalida dell’arresto, dichiarando di non ricordarsi se Amanda fosse uscita o meno.

Gli investigatori hanno trovato il vetro di una finestra sfondato, ma gli accertamenti hanno dimostrato che è stato rotto dall'interno con una pietra raccolta nel giardino poco distante. Nella stanza dell’americana non è stata rilevata alcuna una sua impronta, il che fa supporre che qualcuno abbia provveduto a ripulirla. Le impronte di scarpe, misura 42 trovate nella stanza della vittima accanto al corpo, apparterebbero a Sollecito. Tra lunedì e martedì gli inquirenti torneranno nel casolare di via Pergola per effettuare ulteriori accertamenti con l’utilizzo del luminol. Lunedì la Polizia scientifica esaminerà le scarpe di Sollecito, con lo scopo di verificare la compatibilità con l’impronta trovata nel sangue nella camera di Meredith, vicino al corpo della vittima. Verranno effettuato accertamenti anche sui coltelli sequestrati al giovane barese per verificare la presenza di eventuali tracce biologiche della 22enne.

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