Omicidio Meredith, il pg chiede la conferma dei 30 anni di condanna

Omicidio Meredith, il pg chiede la conferma dei 30 anni di condanna

Omicidio Meredith, il pg chiede la conferma dei 30 anni di condanna

PERUGIA - Il procuratore generale, Pietro Maria Catalani, nel corso dell'udienza davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Perugia, ha chiesto la conferma della condanna a 30 anni di reclusione emessa in primo grado nei confronti di Rudy Herman Guede per l'omicidio di Meredith Kercher. "Guede non è credibile e ci ha raccontato una storiella", ha affermato il pg, chiedendo che al giovane ivoriano non vengano concesse le attenuanti generiche.

 

In precedenza i giudici della Corte avevano respinto le richieste della difesa di Rudy Guede in merito alla riapertura parziale dell'istruttoria dibattitimentale, all'ascolto di testimoni, alla disposizione di una perizia su un asciugami e il deposito di una loro consulenza del comportamento di Rudy dopo il delitto.

 

In mattinata, Guede aveva rilasciato una lunga dichiarazione spontanea, a porte aperte. "Non ho ucciso né violentato" Meredith, ha affermato il giovane rivolgendosi all'avvocato Francesco Maresca, che rappresenta i genitori di Meredith come parte civile, facendo sapere che "l'unica cosa della quale la mia coscienza deve rispondere e per la quale nessun tribunale potrà assolvermi" è quella di non aver fatto tutto il possibile per tentare di salvare la studentessa inglese.

 

Guede aveva ricostruito quanto avvenuto la sera dell'omicidio di Meredith, dicendo di avere incontrato la vittima il 31 ottobre del 2007, nel corso di una festa in discoteca e di aver avuto con lei un appuntamento per la sera successiva. "Le ho dato un bacino sulla guancia e poi le ho detto 'ci vediamo'", ha spiegato l'ivoriano. La sera successiva a quella dell'incontro entrò insieme alla Kercher nella casa di via della Pergola, dove venne consumato l'omicidio.

 

"Mentre eravamo in casa - ha sostenuto Guede - Meredith cominciò a inveire contro Amanda (la Knox, sua coinquilina e imputata insieme all'ex fidanzato Raffaele Sollecito, ndr). 'I miei soldi, i miei soldi, non la sopporto più' disse Meredith". L'ivoriano ha quindi spiegato di aver avuto un approccio con la studentessa inglese, ma non un rapporto sessuale. Dopo circa un quarto d'ora HA spiegato di essersi recato in bagno.

 

"Ho sentito le voci di Meredith e di Amanda - ha riferito ancora Guede - che discutevano dei soldi venuti a mancare. Ho sentito solo 'dobbiamo parlare' ma non mi sono preoccupato, perché pensavo fosse solo una discussione tra due ragazze che vivevano nella stessa casa. Mentre ero in bagno mi sono messo ad ascoltare musica da un i-pod, ma alla metà del terzo brano ho sentito un urlo fortissimo".

 

L'imputato ha spiegato di essersi "precipitato a vedere cosa fosse successo e in camera di Meredith ho visto una figura maschile. È stato un lampo e questa persona ha cercato di colpirmi. Sono indietreggiato e caduto in soggiorno. A quel punto ho sentito qualcuno fuori della casa che scappava e diceva 'andiamo via, c'è un nero in casa'. Non ho avuto il coraggio di inseguirli, ma guardando fuori dalla finestra ho visto la sagoma di Amanda".

 

Il giovane ivoriano ha affermato si essersi spostato nella camera di Meredith e di aver cercato di tamponare il sangue che le usciva. "Meredith era agonizzante - ha sostenuto Guede - e cercava di dirmi qualcosa, io le tenevo la mano. A quel punto sono entrato in uno stato di shock. Nella mia testa c'erano tanti perché senza risposta. Ho avuto paura". E così è fuggito in Germania, dove venne arrestato. "Non ho niente da nascondere e non sono un bugiardo. Chiudendo gli occhi vedo ancora rosso dappertutto".

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -