Omicidio Meredith, parla Guede: ''Non ho ucciso nè violentato''

Omicidio Meredith, parla Guede: ''Non ho ucciso nè violentato''

Omicidio Meredith, parla Guede: ''Non ho ucciso nè violentato''

PERUGIA - "Non ho ucciso né violentato" Meredith Kercher. Così Rudy Guede, al termine di una lunga dichiarazione spontanea fatta davanti alla Corte d'Assise di appello di Perugia durante il processa per l'omicidio della studentessa inglese avvenuto nella notte tra il primo e il 2 novembre del 2007 nel casolare di via della Pergola. Il giovane imputato si è così rivolto all'avvocato Francesco Maresca, che rappresenta i genitori di Meredith come parte civile.

 

Guede ha chiesto all'avocato di far sapere alla famiglia della vittima che "l'unica cosa della quale la mia coscienza deve rispondere e per la quale nessun tribunale potrà assolvermi" è quella di non aver fatto tutto il possibile per tentare di salvare la studentessa inglese. Guede ha chiesto di celebrare il processo a porte aperte. Gli avvocati difensori dell'ivoriano hanno chiesto la riapertura parziale del dibattimento per sentire nuovi testimoni e risentirne altri già ascoltati dalla Procura.

 

Inoltre hanno chiesto una nuova perizia sugli asciugamani rinvenute accanto al corpo senza vita della studentessa inglese. Guede ha sostenuto di aver utilizzato nel tentativo di soccorrere Meredith, tamponandole la ferita al collo. L'obiettivo della difesa è quello di dimostrare che quella sera non fu il loro assistito a uccidere Meredith. Rudy ha sempre sostenuto di trovarsi nel bagno dell'abitazione quando fu commesso l'omicidio. E che avrebbe cercato di soccorrere la ragazza e di essersi dato alla fuga per paura.

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