Omicidio Meredith, Sollecito: ''Ridatemi la mia vita''

Omicidio Meredith, Sollecito: ''Ridatemi la mia vita''

Omicidio Meredith, Sollecito: ''Ridatemi la mia vita''

PERUGIA - Ultimi interventi prima della camera di consiglio al processo per la morte della studentessa inglese Meredith Kercher, uccisa a Perugia il 2 novembre del 2007 nel casolare di via Della Pergola. Giovedì ha preso la parola Raffaele Sollecito (imputato per l'omicidio insieme ad Amanda Knox) per una breve dichiarazione spontanea: "Non ho ucciso Meredith e non ero in quella casa. Per questo - ha proseguito - vi chiedo di restituirmi la mia vita".

 

"So che lo farete perché, nonostante tutto, nonostante quello che sto vivendo sia molto pesante, ho ancora fiducia nella giustizia", ha affermato Sollecito rivolgendosi ai giudici. "State per decidere della mia vita e qualsiasi parola dirò sarà meno di quello che sento - ha continuato -. Non sto vivendo un incubo, ma sopravvivo a una situazione drammatica. Sono coinvolto in una vicenda assurda di cui non so nulla".

 

"Ho ascoltato il pm e non ho ancora capito quale sia il mio ruolo. Sento dire che Amanda ha ucciso Meredith per questioni legate all'igiene e agli uomini. Un quadro che stento anche solo ad immaginare. Vorrei capire perché io ho partecipato all'omicidio. Non trovo i motivi", ha proseguito. Sollecito ha affermato di essere stato dipinto come un "cane al guinzaglio".

 

"Mignini - ha proseguito e - ha detto che ero Amanda-dipendente, ma l'avevo conosciuta solo pochi giorni prima del delitto. Ero molto affezionato a lei, ma si trattava di un legame tutto da verificare. Non esiste alcuna dipendenza - ha evidenziato Sollecito - e se Amanda mi avesse chiesto qualcosa che non condividevo avrei detto no come mi era già successo con altri miei amici. Figuriamoci se mi avesse chiesto qualcosa di terribile come uccidere una ragazza". "Non sono mai stato un violento - ha ribadito - non lo sono e non lo sarò mai".

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -