Omicidio Sandri, al via il proceso: i familiari attaccano l'agente

Omicidio Sandri, al via il proceso: i familiari attaccano l'agente

Omicidio Sandri, al via il proceso: i familiari attaccano l'agente

AREZZO - Per la prima volta i familiari del tifoso laziale Gabriele Sandri si sono trovati faccia a faccia con l'agente della PolStrada Luigi Spaccarotella. Si è aperto venerdì davanti alla Corte di Assise di Arezzo la prima udienza del processo al poliziotto accusato di aver ucciso l'11 novembre del 2007 il giovane sostenitore bianco celeste nell'area di servizio di Badia Alpino sull'A1. I giudici hanno ascoltato i quattro in servizio quella mattina con l'agente.

 

LA TESTIMONIANZA DEGLI AGENTI - Tutti hanno raccontato la versione di Spaccarotella, ovvero che i due colpi esplosi erano diretti in aria. Uno dei tre è apparso esitante nel rispondere alla domanda se il poliziotto abbia o no riposto la pistola nella fondina dopo il primo sparo. Secondo quanto da loro ricostruito, quella mattina, dopo aver visto una rissa dall'altra parte dell'autostrada, i poliziotti accesero le sirene e Spaccarotella si mise a correre, sparò un colpo in aria ma nessuno lo vide esplodere il secondo colpo. Quando tornarono verso la pattuglia, disse di aver sparato in aria per far scappare chi partecipava alla rissa. Quando seppe della morte di Sandri, Spaccarotella svenne. Poi scoppiò in un pianto a dirotto. Secondo gli avvocati difensori dell'imputato, i testimoni hanno sottolineato come da questa ricostruzione emerga che sia stato sparato un colpo in aria e un altro evidentemente partito in modo accidentale. La testimonianza di Spaccarotella è prevista per il 23 o il 24 aprile.

 

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DOLORE - "Aspettiamo la giustizia". Sono le parole di Giorgio Sandri, padre di Gabriele. "Ho aspettato un anno e mezzo per vedere chi ha ucciso mio figlio e poi lui non si è mai voltato: mi è passato accanto ed ha abbassato gli occhi". "Doveva pentirsi e fare l'uomo", ha poi aggiunto Giorgio Sandri. Spaccarotella "si vuole salvare - ha concluso Giorgio - ma è indifendibile. È un uomo senza anima". "Se voleva chiedere perdono, poteva mettersi in ginocchio perché ha ammazzato un ragazzo. Si doveva mettere in ginocchio e chiedere perdono lì. Invece non ci ha nemmeno guardato", ha dichiarato Daniela, la madre di Gabriele. "Il dolore di Spaccarotella e' il dolore della famiglia", ha dichiarato l'avvocato Federico Bagattini, uno dei due legali che difende l'agente. "Sta male, male, come sta una persona accusata di omicidio volontario sapendo che non lo ha commesso, essendo un membro della Polizia di Stato".

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