Omicidio Tommaso Onofri, pm chiede ergastolo per Alessi

Omicidio Tommaso Onofri, pm chiede ergastolo per Alessi

Ergastolo con isolamento diurno e notturno e pene accessorie per Mario Alessi e 30 anni di carcere per Antonella Conserva, accusata di esser colei che avrebbe dovuto tenere ‘in custode' il piccolo Tommaso Onofri. Sono queste le richieste di condanna avanzate dai pm della Dda di Bologna, Silverio Piro e Lucia Musti, alla Corte presieduta da Eleonora Fiengo, a conclusione di una lunghissima requisitoria iniziata lunedì mattina poco dopo le 10 e conclusasi alle 18.45.

 

LA DICHIARAZIONE DI ANTONELLA CONSERVA - L'udienza presso la Corte d'Assise di Parma si è aperta con una dichiarazione spontanea di Antonella Conserva, compagna di Mario Alessi e imputata nel processo per il sequestro e l'omicidio di Tommaso Onofri, del rapimento e della morte dell'ostaggio come conseguenza non voluta. "Ripeto con forza che sono innocente. Raimondi mi accusa falsamente per evitare l'ergastolo", ha dichiarato Conserva leggendo un foglio messo poi agli atti. "Assolvetemi, sono innocente", questo l'appello rivilto alla Corte.

 

Conserva, dunque, torna a ribadire la sua innocenza, affermando che e' stato Salvatore Raimondi, gia' condannato in sede di rito abbreviato a Bologna a 30 anni di reclusione, "a portare via il bambino dal seggiolone. Le sue menzogne stanno per venire fuori una dopo l'altra". "Sono in carcere senza nessuna colpa, ma solo per il fatto di essere la compagna di Alessi. Mi hanno strappato mio figlio e mi hanno buttata in carcere senza alcuna colpa. Sono in confusione mentale da due anni, da quando non posso piu' fare la mamma di mio figlio" prosegue Antonella Conserva, chiarendo alla Corte: "Volevo essere interrogata". In sostanza, la compagna di Mario Alessi, motiva la ragione per cui durante tutte le udienze che hanno preceduto quella di oggi, in cui e' in corso la requisitoria dei pm, non ha parlato. "Mi e' stato detto dagli avvocati di avvalermi della facolta' di non rispondere. Io non capisco nulla di legge. Volevo rispondere. So solo che ho sbagliato a non farlo".

 

"Prima di arrivare al bar Sagittario -prosegue Conserva nella sua dichiarazione spontanea- ho visto Alessi che camminava lungo la strada. E' salito in macchina e ho fatto inversione verso casa. All'incrocio di Sorbolo ho girato a destra; non sono andata dritta perche' li' sono avvenuti tanti incidenti. Ho visto una macchina dei carabinieri andare verso Casaltone". "Ora che mi sento protetta -prosegue ancora Conserva- dichiaro che quando ho ricevuto la telefonata (si riferisce alla prima telefonata, quella delle 19.30 da parte della signora Bettati, la sarta con la quale era in trattativa per l'acquisto di una macchina da cucire) ero in casa mia al piano superiore". Conserva spiega poi di aver ricevuto un'altra telefonata: "Ero in macchina fuori da casa mia". "Chi ha rapito Tommy deve pagare. Chi ha ucciso Tommy deve pagare. Chi ha accusato un innocente deve pagare. Sono una madre innocente e onesta e nulla ho a che fare con il vestito che mi e' stato cucito addosso. Assolvetemi -conclude rivolgendosi alla Corte- sono innocente".

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