Otto ristoranti con l'etichetta ecologica in regione: 5 sono a Forlì-Cesena

Otto ristoranti con l'etichetta ecologica in regione: 5 sono a Forlì-Cesena

Otto ristoranti con l'etichetta ecologica in regione: 5 sono a Forlì-Cesena

BOLOGNA - I ristoranti emiliano-romagnoli 'pionieri' dell'ecolab. Pasti vegetariani, frutta e verdura di stagione, elettrodomestici a basso consumo, raccolta differenziata, utilizzo di detersivi poco inquinanti. Sono solo alcuni dei criteri che i ristoranti emiliano-romagnoli possono seguire se vogliono entrare a far parte del gruppo di quelli ecostenibili. Non ha la pretesa di essere una certificazione, anche perche' e' limitata al solo territorio regionale, ma e' la prima "Carta volontaria del ristorante sostenibile" esistente in Italia.

 

E' un'idea che Confesercenti regionale ha voluto creare 'copiando' gli europei del nord per dare ancor piu' valore agli esercizi dell'Emilia-Romagna. In regione ci sono gia' otto ristoratori-innovatori che si sono fatti "cavie" per la sperimentazione. L'iniziativa e' nata appunto da un'idea di Confesercenti, che l'ha realizzata con la collaborazione di Arpa Emilia-Romagna e il patrocinio della Regione e prevede tre livelli, o scalini, da raggiungere per essere al top dell'ecosostenibile.

 

Per ottenere la certificazione di livello base, per esempio, bisogna soddisfare 28 criteri che coinvolgono alimenti e bevande, prodotti chimici, energia, acqua, rifiuti, prodotti ecologici e

solidali, sistema di gestione, trasporti ed emissioni. I principali ingredienti utilizzati devono provenire per il 25% dal territorio, ci deve essere almeno un prodotto equo e solidale, l'acqua (se non e' del rubinetto) deve arrivare da fonti in un raggio di 100 Km, almeno il 30% della frutta e verdura deve essere di stagione.

 

Per le pulizie del ristorante 'eco', poi, non si usano prodotti con candeggina, tranne dove e' obbligatorio per legge. Almeno la meta' dei detergentideve essere concentrata, anche nell'uso della lavastoviglie. L'80% delle lampadine e' di classe A e nelle stanze meno utilizzate, dal guardaroba alla toilette, servono anche i sensori di movimento con timer di spegnimento della luce. Allo stesso

modo, caldaie e condizionatori devono essere controllati da professionisti una volta all'anno, i Wc devono avere il doppio tasto di scarico, i rubinetti i riduttori di flusso.

 

Non puo' mancare la raccolta differenziata, il recupero degli oli e grassi esausti, la riduzione dei prodotti usa e getta (se usati, invece, devono essere fabbricati con materie prime riutilizzabili), la

carta usata nei bagni deve essere ecologica. Persino lo staff deve essere 'ecostenibile' ed essere

adeguatamente formato alle regole, oltre che informato a dovere sull'uso di trasporti eco compatibili per raggiungere il posto di lavoro. Una volta salito questo primo scalino, i ristoranti possono aggiungervi altri 17 criteri per ottenere la certificazione media e altri 25 per quella alta.

 

Tra le regole, per fare qualche esempio, ci sono l'uso di almeno il 15% di prodotti biologici in cucina (che diventano il 25% nel livello alto), il 20% di energia usata che arriva da fonti rinnovabili,

frigo senza Cfc e computer con etichetta energy star, carta da cucina ecologica. Ottenendo anche gli ulteriori 25 punti, i ristoranti toccano il massimo dell'ecostenibile.

 

Sono otto, intanto, i ristoratori che, in accordo con Confesercenti, si sono sottoposti alle 'prove' e

hanno ottenuto il livello base della certificazione. Si tratta di locali della provincia di Bologna (Estravagario Caffe' equosolidale), di Piacenza (La vaca loca), di Ravenna (Kontiki, bagno Milano) e di Forli'-Cesena, dove sono addirittura cinque i ristoranti (Locanda al Gambero Rosso, Osteria Cerina, Ristorante dei cantoni, Cohiba e Osteria Michiletta). Hanno incontrato i tecnici, fatto un audit e poi adeguato i propri sistemi.

 

E' Raffaella Raffaelli, direttore dei sistemi di gestione Integratt di Arpa Emilia-Romagna, a raccontare che da uno studio promosso dalla Commissione Europea, risulta che l'alimentare, e'  assieme ai trasporti e all'edilizia, il settore che totalizza il 70-80% dell'impatto ambientale e ad assorbire il 60% della spesa privata e pubblica. Intervenire sulla ristorazione, quindi, significa sicuramente abbassare l'impatto, cosa che in Nord Europa e' stato fatto con certificazioni che hanno solo valore locale.

 

Le stesse che Arpa ha studiato per elaborare i principi da declinare sui ristoranti emiliano-romagnoli, i quali, spiega Raffaelli, viste le normative nazionali, "e adottando alcune accortezze, non faranno molta fatica a raggiungere il primo livello di sostenibilita'". Tra l'altro, conclude, il territorio regionale e' molto sensibile a questa tematica, basta pensare che il 20% di tutto il certificato Emas italiano e' in Emilia-Romagna. (Dire)

Commenti (6)

  • Avatar anonimo di pescegiallo
    pescegiallo

    grazie zio Giangi per la....difesa! l'aveva rason i mi non Zvan che e geva sempar che " i quaiun i sta ben in tla maleta". ciao

  • Avatar anonimo di zio Giangi
    zio Giangi

    Caro Caputese, il pescegiallo non ha sbagliato, infatti l'acqua la puoi misurare anche in centimetri cubi (cc) e 1000 cc fanno il volume di un decimetrocubo e l'acqua avente peso specifico uguale ad 1 è quindi 1 litro, ma tu nella fretta hai letto quel cc confondendolo con cl ( centilitro ); solo in questo caso 700 cl equivalgono a 7 litri. Buonaserata.

  • Avatar anonimo di caputese
    caputese

    Con una bottiglia da 700 cc chissà che pisciate! 7 litri sono duri da bere!!! ;-)

  • Avatar anonimo di pescegiallo
    pescegiallo

    Ho girato in lungo ed in largo tutta l'Italia per lavoro.. in TUTTI i ristoranti, appena seduto il cameriere ti portava in tavolo, assieme al menu, il cesto del pane ed UNA BELLA BROCCA DI ACQUA!!!!! Adesso non ci pensano neanche... anzi se la chiedi ti guardano storto... e tirano fuori inesistenti leggi sull'igiene! (se chiedim una birra media... te la portano ed anche toccando con le mani il bicchiere gronadante di schiuma) Cari ristoratori non speculate anche sull'acqua: quella del rubinetto a volte è molto migliore di quella imbottigliata. Credete proprio di sollevare il vostro fatturato facendo pagare una bottiglia da 700 cc.. 2/2,5 euro? RITORNATE ALLE ORIGINI: L'ACQUA NELLA BROCCA SUBITO AL TAVOLO! se poi uno vuole acqua minerale ve la ordina. ANCHE QUESTO DOVREBBE ESSERE UN PARAMETRO SULLA ECOLOGICITA' DI UN LOCALE.

  • Avatar anonimo di Merdonze
    Merdonze

    Ricordate forlivesi che la Muffa è ecologica quindi...........:-))

  • Avatar anonimo di Merdonze
    Merdonze

    Scusate ma nel novero c'è anche il Muffaffò ?? eppur la muffa è ecologica.... ah ah ah ah ah

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