Parma: alimentare, il Ministero dell’Università firma per il consorzio di ricerca

Parma: alimentare, il Ministero dell’Università firma per il consorzio di ricerca

PARMA - Parma capitale della ricerca per l'agroalimentare. Con la sottoscrizione oggi a Roma dei patti parasociali da parte del Ministero dell'Università ha compiuto, infatti, un ulteriore e decisivo passo avanti la nascita del Consorzio italiano per la ricerca sulla qualità e la sicurezza degli alimenti. Il nuovo  centro coordinerà oltre 5.000 ricercatori, superando la frammentazione che da sempre appesantisce e limita il settore in Italia, e avrà proprio a Parma sede e centro di controllo.


"Il futuro dell'agroalimentare - ha spiegato il presidente della Provincia e amministratore unico del Consorzio Vincenzo Bernazzoli - e dell'intera nostra economia dipenderà dalle capacità d'innovazione che il nostro sistema saprà mettere in campo. Per questo, proprio in questo momento di difficoltà, l'insediamento a Parma del Consorzio costituisce un elemento decisivo, capace di far superare al Paese antichi ritardi e di attirare sul nostro territorio nuove competenze e capacità, ma anche nuovi finanziamenti".

 

La costituzione del Consorzio è uno dei progetti da sempre sostenuti dalla Provincia di Parma ed è stato seguito dal punto di vista organizzativo nelle varie fasi da Europass (ufficio referente di Efsa per i rapporti con il territorio regionale) di cui Bernazzoli è presidente. Il percorso era stato avviato il 19 maggio 2007 con la firma di un protocollo d'intenti con ben quattro Ministeri: Politiche agricole, Salute, Sviluppo economico, Università e ricerca scientifica. L'11 aprile dell'anno successivo erano stati approvati lo statuto e i patti parasociali, quelli che regoleranno il governo del nuovo organismo. Quindici giorni dopo, per la precisione il 28 aprile, i primi tre Ministeri li avevano sottoscritti.

 

Con la firma di oggi da parte del Ministero dell'Università e della ricerca scientifica si completa questa fase e si apre la strada alla sottoscrizione da parte dei 7 istituti di ricerca nazionali e dei 10 istituti zooprofilattici che fino ad oggi in Italia - a differenza di quanto avviene negli altri Paesi europei - hanno sempre operato in modo non coordinato.

 

"Ora, grazie al Consorzio - ha spiegato Bernazzoli - questa frammentazione sarà superata, migliorando così la competitività del nostro Paese anche a livello comunitario, dove sarà più facile vincere bandi ed ottenere finanziamenti fondamentali per ricerca e innovazione".

 

Ma quali saranno, complessivamente, le attività del Consorzio? In particolare la società avrà il compito di sviluppare e attuare linee e programmi per la qualificazione, la razionalizzazione e il potenziamento delle attività di ricerca sulla qualità, la salubrità e la sicurezza degli alimenti, con un approccio di carattere strategico, creando, quindi, le condizioni per collegare e integrare le attività di ricerca dei diversi soci. Fornirà inoltre un supporto efficace per il settore agro-alimentare ed il sistema nazionale di monitoraggio e controllo della qualità e sicurezza degli alimenti.

 

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Non solo: il Consorzio svolgerà anche attività progettuale e promuoverà diverse azioni fra cui forme di convergenza su programmi e progetti con il sistema della produzione, commercializzazione e distribuzione al dettaglio dei prodotti agro-alimentari, per giungere al co-finanziamento delle iniziative. "Dopo l'Efsa e altri centri come la Stazione sperimentale delle conserve - ha concluso Bernazzoli - questo Consorzio completa una dotazione che fa del nostro territorio la capitale della ricerca nazionale per il settore. Il prossimo passo sarà la costituzione del Tecnopolo regionale presso l'ateneo cittadino. Un patrimonio che aiuterà il nostro tessuto produttivo ad uscire prima e meglio, con maggiore competitività, dalla crisi".

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