Parma: all’hotel Villa Ducale la prima Conferenza provinciale sulle migrazioni

Parma: all’hotel Villa Ducale la prima Conferenza provinciale sulle migrazioni

PARMA - I numeri del fenomeno, la normativa e le politiche in materia, le seconde generazioni, la sicurezza, il pluralismo e il dialogo interreligioso. E molto altro ancora. La prima conferenza provinciale sulle migrazioni, promossa dalla Provincia di Parma in collaborazione con la regione Emilia-Romagna, ha voluto costituire un momento di confronto a 360 gradi, con interlocutori di rilievo, su alcuni dei temi che oggi caratterizzano le dinamiche dell'immigrazione, fenomeno che - dati alla mano - si dimostra in continua crescita anche nel nostro territorio. E che si tratti di argomenti di largo interesse lo dimostra la notevole affluenza di pubblico registrata oggi alla conferenza provinciale, che si è svolta all'Hotel Villa Ducale a Parma.


"Stiamo parlando di un tema fondamentale. I dati ci aiutano ad avere una consapevolezza piena di cosa significa questo fenomeno, che è ineludibile ma sul quale anche a Parma non si è raggiunto un approccio ampio e condiviso nei termini ottimali", ha detto il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, sottolineando come l'integrazione non possa "essere riservata alla bontà d'animo delle persone: è l'unica soluzione per la gestione di un fenomeno complesso che non si fermerà nel tempo. È l'unico modo possibile che produrrà risultati duraturi. È necessaria una grande responsabilità, ma anche un'azione puntuale e precisa che produca risultati". In questo è fondamentale il ruolo di chi ha responsabilità di governo, che ha il compito di agire "pur in un contesto difficile e con poche risorse per avvicinarsi il più possibile all'idea di società che abbiamo: una società perfettamente integrata, condizione fondamentale per creare un futuro di crescita per tutti. Questa è una delle partite più importanti che abbiamo davanti".

 

È stato un confronto aperto e a più voci, nel quale le politiche territoriali si sono alternate con riflessioni di carattere sociologico e politologico. L'assessore provinciale alle Politiche sociali Tiziana Mozzoni ha illustrato il ruolo della Provincia nel campo delle migrazioni: "La Provincia ha cercato da sempre di fare in modo che sul territorio esistano servizi analoghi per garantire stesse possibilità di accesso e stesse possibilità di servizi e interventi ai cittadini migranti residenti nel Parmense. Tra le altre cose, segnalarei l'importante rete di sportelli comunali per l'immigrazione, che sono 29: un unico progetto che la Provincia ha coordinato e che riguarda buona parte del territorio. Accanto a questo anche una serie di percorsi di alfabetizzazione per i migranti, oltre a interventi più specifici per ogni distretto. Questo "zoccolo duro" di parità, di diritti e di accessi l'abbiamo garantito. Non ultima - ha concluso - la creazione di una rete antidiscriminatoria sul territorio, su indicazione della Regione".

 

Andrea Stuppini, responsabile del Servizio politiche per l'accoglienza e l'integrazione sociale della Regione Emilia-Romagna, ha delineato il quadro regionale, sottolineando le tre priorità del programma triennale per l'integrazione degli stranieri: "L'alfabetizzazione, perché la lingua è fondamentale come porta d'ingresso nella nostra società; la mediazione culturale; l'antidiscriminazione".

 

Particolarmente ricco di spunti anche l'intervento di Franco Pittau, coordinatore del Dossier statistico Immigrazione Caritas/Migrantes. "L'immigrazione si consolida anche in un periodo di incipiente crisi, e questo attesta la funzione strutturale di supporto alla crescita della nostra società che essa esercita: secondo le nostre stime la popolazione immigrata regolare sfiora i 4 milioni di unità, con un aumento di quasi mezzo milione. L'immigrazione non solo ci aiuta ma non ne possiamo fare a meno: abbiamo bisogno di nuove leve nel lavoro, per non interrompere il sistema produttivo e il nostro sistema di assistenza", ha spiegato, soffermandosi poi sull'alto "tasso di attività che hanno gli immigrati, che consente una notevole partecipazione alla creazione del Pil: nel 2006 del 9,2%, nel 2007 del 10% circa. La conclusione del Dossier Caritas/Migrantes è che saremo insieme lungo le strade del futuro, perché l'incidenza aumenterà: e se dobbiamo stare insieme dobbiamo imparare a convivere. Questa conferenza provinciale ha capito la lezione e cerca di preparare il futuro, spiegando che noi non dobbiamo frenare la storia ma accompagnarla"

 

Tra i presenti ai lavori della mattinata anche Giovanna Zincone, politologa, presidente del Forum internazionale ed europeo di ricerche sull'immigrazione. "In che direzione vanno le politiche pubbliche per l'integrazione? Si sta assistendo a pratiche più restrittive. Si seguono due filoni: da un lato il neo-utilitarismo, con il quale si cerca di far entrare immigrati con alto capitale umano, che possano rendere di più, e di scoraggiare quelli che possono rendere di meno. Dall'altra il neo-assimilazionismo, che dice "cerca di essere il più possibile come noi, impara la lingua e condividi i valori fondamentali". I grandi filoni sono questi. Come si colloca l'Italia? In genere tutti questi interventi, che possono sembrare severi, sono poi bilanciati da messaggi di rispetto e di maggiore visibilità positiva degli immigrati. In Italia questo bilanciamento manca fortemente: la retorica pubblica non è piacevole e lancia messaggi negativi".

 

Nella sessione mattutina, coordinata da Aluisi Tosolini, docente esperto in intercultura e dirigente scolastico, sono intervenuti anche l'ispettore Assante dell'Ufficio immigrazione della Questura di Parma, e Roland Jace, vicepresidente della Consulta regionale per l'Integrazione dei cittadini stranieri.

 

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La conferenza continua nel pomeriggio con interventi di Lorenzo Trucco, presidente dell'Associazione studi giuridici per l'immigrazione, di Graziella Favaro, pedagogista, Centro Come - Milano, di Asher Colombo, professore di Sociologia dell'Università di Bologna, di Vincenzo Pace, professore di Sociologia e Sociologia della religione dell'Università di Padova, di Giovanna Zincone, politologa, presidente del Forum internazionale ed europeo di ricerche sull'immigrazione. Le conclusioni saranno affidate ad Anna Maria Dapporto, assessore alle Politiche sociali ed educative per l'infanzia e l'adolescenza, politiche per l'immigrazione, sviluppo volontariato, associazionismo, terzo settore della Regione Emilia-Romagna.

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