PARMA - Bocconi killer, è di nuovo allarme

PARMA - Bocconi killer, è di nuovo allarme

PARMA - Torna l’allarme dei bocconi avvelenati: le rilevazioni più recenti indicano una pericolosa ripresa dei casi, tra l’altro con la ricomparsa della stricnina. Fondamentale dunque tenere alta la guardia: agire per contrastare questo tragico fenomeno, che mette a rischio la vita di animali e persone.


“Nel 2005, anno terribile sotto questo aspetto, abbiamo avuto 149 segnalazioni documentate, che ovviamente costituiscono una percentuale molto bassa rispetto alla realtà del fenomeno. Nel 2006, a fronte di una massiccia campagna di informazione, prevenzione e controllo sul territorio, le segnalazioni si sono ridotte a 40, e nel 2007 sono arrivate a 29”, ha detto oggi nel corso di una conferenza stampa in Provincia l’assessore alla Tutela della biodiversità Gabriella Meo. I dati più recenti, però, non confortano: “A gennaio 2008 le segnalazioni sono state 8, rispetto alle 2 del gennaio 2007, ed è importante sottolineare che abbiamo avuto un caso accertato di avvenelamento da stricnina. Si tratta di un forte campanello d’allarme”, ha aggiunto la Meo. Per questa ragione la Provincia ha convocato d’urgenza un tavolo di lavoro che si riunirà a inizio marzo per analizzare il fenomeno e predisporre gli interventi del caso, e ha deciso di collegare il numero verde per le segnalazioni di emergenza animali (800 305662) al sito sul randagismo (https://cani.provincia.parma.it), per rendere ancor più evidenti tutte le segnalazioni relative ai bocconi killer. Alla Provincia di Parma, inoltre, la Regione ha chiesto di coordinare un sistema regionale di raccolta denunce e dati sugli avvelenamenti.


“Noi vogliamo lanciare un messaggio forte: la Provincia su questa partita vigila, e chi ha sbagliato pagherà. Si tratta di un reato penale grave”, ha continuato l’assessore Meo. “Sono vent’anni che l’Enpa lotta contro i bocconi, e devo davvero dire che se non ci fosse stato l’intervento forte della Provincia, con l’impegno dell’assessore Meo, forse saremmo ancora ai numeri del 1988”, ha spiegato la presidente dell’Enpa di Parma Lella Gialdi, che ha aggiunto: “La ricomparsa della stricnina è un segnale molto chiaro, vuol dire che c’è un’organizzazione dietro. Noi vogliamo lanciare un appello contro la rassegnazione: un appello a segnalare, a non abbassare la guardia, a non tacere, perché il tacere significa permettere a questa organizzazione dissennata di continuare la propria opera”. “Noi siamo impegnati già da diversi anni, e con noi sono sempre stati al lavoro i volontari, il cui ruolo è importantissimo. Abbiamo organizzato anche servizi in borghese per cercare di cogliere in flagrante i colpevoli, anche se purtroppo non è facile perché la dinamica di queste attività può sfuggire al controllo”, ha osservato il comandante della Polizia provinciale Giacomo Fiume, che ha invitato i cittadini “a segnalare tutto, anche quando notano comportamenti strani”.


I dati in possesso del Servizio Aree Protette della Provincia sono il risultato di diverse fonti. Gran parte delle segnalazioni arrivano dal numero verde della Provincia, 800 305662, gestito dalla Cooperativa sociale Cigno Verde con cui è stata stipulata una convenzione. A questo si aggiungono le informazioni e l’attività svolta dalle guardie ecologiche volontarie impegnate nel monitoraggio di collina, pianura e montagna, e i Comuni attivati per informare il Servizio provinciale dei casi di avvelenamento riscontrati. L’attività delle guardie volontarie sul campo è davvero preziosa, per evitare che le esche possano nuocere a più animali e per analizzarne la composizione. Questi volontari sono sempre presenti, nei casi necessari, anche con le sanzioni.
In particolare, nelle zone in cui c’è stato il ritrovamento anche di un solo capo avvelenato o di bocconi killer, le guardie appongono cartelli che evidenziano il pericolo e che riportano il numero verde provinciale per le segnalazioni. Con l’obiettivo di uniformare le denunce, il Servizio provinciale Aree protette ha predisposto una “scheda di segnalazione di avvelenamento”, che può essere utilizzata anche dai cittadini e che si trova sul sito www.provincia.parma.it (nella sezione Servizio aree protette > moduli).

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La Provincia si confronta quotidianamente sulle linee di condotta da tenere con le altre Province e con la Regione Emilia Romagna: quest’ultima, in particolare, ha recentemente istituito una commissione per la lotta agli avvelenamenti degli animali, nella quale sono coinvolte le amministrazioni provinciali di Parma e Bologna, le associazioni animaliste e zoofile, il Corpo Forestale dello Stato, l’Ordine dei Medici Veterinari, l’Istituto Zooprofilattico, le associazioni venatorie e tutti gli interlocutori utili a intervenire per uno studio approfondito del caso. Fra i temi da trattare ci sono l’individuazione di percorsi operativi differenziati in presenza di esche avvelenate e/o di animali morti per avvelenamento, la definizione delle modalità di coordinamento nelle attività di vigilanza, indagine e repressione del fenomeno, la mappatura delle aree interessate e la costruzione di un piano di informazione volto a sensibilizzare la popolazione sulle tematiche relative al benessere animale.



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