Parma: c'è più vita nella biodiversità

Parma: c'è più vita nella biodiversità

PARMA - "Sono propenso a credere che tutte le erbe che abbiamo siano cibo. Chissà perché ne mangiamo così poche, visto che sono più di quattrocento. Ci vorrebbero giardini di erbe: un giardino dei semplici in cui indicare quelle mediche e quelle commestibili in modo che tutti possano imparare come usarle". La biodiversità Libereso Guglielmi la racconta così, con calma e con i suoi acquerelli di lucertole e piante che non ci sono più. "Abbiamo la possibilità di salvarci se difendiamo la terra e se pensiamo al nostro futuro e non a quello di chi mette i soldi in banca avvelenandoci".

 

Il giardiniere, come lui stesso si definisce  ("perché il botanico non fa potature o innesti"), con la sua autorevole barba bianca e il tono garbato dei sapienti, non nasconde la realtà: "la natura è stata distrutta. Non solo qui ma dappertutto". Eppure non smette, come un libro senza fine, di parlare di quello che ci potrebbe essere, come la mela Carla di Sanremo, o la prugna antica dai cui semi veniva ricavato l'olio o il carciofo che cresce in montagna.  Vegetariano da 3 generazioni, Guglielmi è a Parma per ricevere il "Premio S. Martino per la Biodiversità" , istituito dalla Provincia per valorizzare l'impegno in difesa della natura e della sua specificità.

 

Quella della biodiversità è infatti una sfida che la Provincia di Parma gioca fino in fondo con attività legate alla promozione degli agricoltori "custodi" e delle fattorie didattiche, oppure con pubblicazioni come  il quaderno "Frutta e buoi", che raccoglie la biodiversità agricola del parmense. Dello stato di avanzamento dei progetti in corso e dell'aggiornamento del quaderno si è parlato nel corso del convegno  "L'agricoltura si fa cultura: i frutti della biodiversità in compagnia di Giovannino Guareschi" svoltosi nella mattinata di oggi al Teatro al Parco.

 

"In questa giornata emblematica per il mondo agricolo, dedicata a San Martino, abbiamo pensato di parlare di agro-biodiversità e in questo contesto premiare il lavoro di una figura altrettanto emblematica per questo tema come è quella di Libereso Guglielmi Quello che ha fatto nella sua vita su questi temi motiva la nostra scelta. - sottolinea Pier Luigi Ferrari vicepresidente della Provincia di Parma. - Tutto questo lo collochiamo in una realtà d'eccellenza, quella parmense, che ha sempre bisogno di un richiamo alla qualità".

 

"In un mondo globalizzato in cui la spesa si riduce a una scelta sempre più limitata, il recupero della biodiversità in agricoltura e in natura, è un'operazione importante e utile. Importante per recuperare tante specie diverse di vegetali e animali selezionati dai nostri nonni che crescono bene nei nostri climi. - ha commentato Gabriella Meo assessore ai Parchi e alla biodiversità -  Non è facile farlo nel mondo della grande distribuzione ma è possibile sviluppando mercati di nicchia interessanti e produttivi".

 

"La biodiversità è la condizione per la sopravvivenza del pianeta - ha detto l'assessore regionale Tiberio Rabboni - Si è capito che la biodiversità è un punto di forza per il made in Italy alimentare in Europa e nel mondo.  Da qui la necessità di rafforzare la biodiversità che ha già un mercato commerciale, tutelando e valorizzando ciò che sta scomparendo. La nostra Regione si è data una legge in questo senso e nelle Province stanno crescendo iniziative come questa di Parma che vanno nella direzione giusta".

 

Nel corso del convegno, moderato da Egidio Bandini, sono intervenuti Mauro Carboni di Equa s.r.l. che ha illustrato l'aggiornamento del quaderno "Frutta e buoi", Cristina Piazza, dell'azienda agraria sperimentale Stuard,  che ha parlato della valorizzazione e ruolo degli Agricoltori Custodi e Ireneo Ferrari, del Dipartimento Scienze ambientali dell' Università di Parma intervenuto sulle implicazioni scientifiche, socio economiche ed etiche del concetto di ecosistema.

 

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Nel pomeriggio la parentesi guareschiana nell'Antica Corte Pallavicina a Polesine Parmense e il conferimento del "Premio San Martino per la Biodiversità", a Libereso Guglielmi.

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