Parma: in rete per aiutare la Costa d'Avorio

Parma: in rete per aiutare la Costa d'Avorio

PARMA - Un Paese devastato dalla guerra ma che ha tutte le potenzialità per uscire dall'emergenza e poter ripartire. I partecipanti della "Carovana dei diritti e della solidarietà con il popolo We", hanno avuto dal viaggio umanitario in Costa d'Avorio la conferma che quella terra e il suo popolo ha dentro di sé la forza per costruire il futuro.


La missione condotta lo scorso aprile dalla Provincia, comune di Collecchio, Azienda Usl, Mani onlus e coop Proges, per portare aiuti e materiale sanitario e conoscere da vicino le problematiche del Paese africano, è dunque servita per fissare alcuni punti importanti: una sede in Costa D'Avorio dell'Associazione Ciwit, il vero motore che da Parma ha organizzato la carovana, per poter seguire da vicino i progetti su cui si lavorerà. La determinazione ad espandere e rafforzare la rete delle relazioni, soprattutto istituzionali, coinvolgendo la Regione Emilia Romagna. L'impegno dell'associazione Mani a coordinare il percorso di individuazione dei progetti di cooperazione che supportino la ricostruzione della Costa d'Avorio.

Oggi in Provincia, alla presenza della presidente di Ciwit Brigitte Boblae, appena rientrata dalla Costa d'Avorio e dei partecipanti alla carovana, si è fatto il punto sui risultati e ragionato dei percorsi da intraprendere.

 

"Vogliamo dare conto ai cittadini degli impegni presi e dell'esito della carovana - ha affermato l'assessore alle Relazioni internazionali e cooperazione internazionale Gabriele Ferrari - e confermiamo la nostra volontà di rafforzare il patto d'amicizia con il popolo ivoriano."

"Intendiamo coinvolgere più realtà perché è con un ampio progetto che si possono ottenere i risultati più rilevanti - ha sottolineato il sindaco del Comune di Collecchio Giuseppe Romanini - Occorre strutturare gli interventi di sostegno a questo Paese pensando non solo a scambi culturali e commerciali ma anche e soprattutto a quelli economici".

 

"Ora si deve pensare al futuro e creare interventi che coinvolgano più soggetti, pubblici ma anche privati. Con la carovana abbiamo avuto conferma del fatto che l'aspetto sanitario è di primaria importanza per la popolazione e proseguiremo in questo ambito il nostro impegno" ha detto il vicepresidente di Proges Luca Pelagatti anticipando la volontà di realizzare nel paese un laboratorio di analisi.

 

La struttura locale dell'Associazione Ciwit sul territorio ivoriano sarà un ponte prezioso che collegherà permanentemente il paese africano con Parma, un gruppo rappresentativo della società civile con competenze che vanno da quelle politiche amministrative di governo del territorio, a conoscenze nel campo della salute, integrate con l'esperienza di relazione con le altre culture, e nel campo della cooperazione internazionale e di impresa.

 

"È importante avere un referente competente su cui poter contare, che aiuti nel dialogo e a comprendere appieno la realtà di quella terra, - ha spiegato Matilde Marchesini, presidente dell'associazione Mani - questa rete di persone sarà un punto di riferimento determinante per Parma".

 

"Il mio Paese ha molto bisogno di aiuto, per questo vi ringraziamo dell'intervento. - ha detto Brigite Boblae  presidente di Ciwit - Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti dalla carovana, la speranza è quella di poter rafforzare ancora di più questa collaborazione in modo che possa durare nel tempo".

 

Ora il lavoro si sposta su più piani: dall'analisi approfondita dei bisogni raccolti con la carovana, all'avvio della progettazione, all'estensione delle relazioni in particolare quelle economiche che possono costituire la base affinché la Regione Emilia Romagna istituisca, nell'ambito degli interventi di cooperazione internazionale,  un "Tavolo Paese" anche per la Costa d'Avorio.


Il viaggio e gli interventi umanitari

 

La carovana, organizzata dal Ciwit e guidata dalla presidente Brigite Boblae, era composta da un gruppo di volontari del Ciwit, dal consigliere della Provincia di Parma Enrico Dondi, dal sindaco di Collecchio Giuseppe Romanini, dal vicepresidente della cooperativa Proges Luca Pelagatti, da un gruppo dell'Ausl di Parma guidato dalla responsabile dello spazio immigrati Adele Tonini e  dalla presidente dell'associazione Mani Matilde Marchesini.

La missione ha fatto tappa nelle province di Toulepleu, Blolequin, Guiglo, Duekoué, Bangolo, nella  regione delle 18 Montagne, dove la delegazione ha incontrato autorità civili, rappresentanti politici, esponenti della società civile e organizzazioni locali e ha visitato strutture sanitarie, sociali e scolastiche.

Ad Abidjan, principale città del paese, la Carovana è stata ricevuta dal Ministro degli Affari Esteri, dal Direttore del Porto autonomo, dal Presidente del Collettivo degli eletti Wê

Gli incontri nelle diverse province sono stati occasione per realizzare interventi di natura umanitaria. La Cooperativa Pro.ges ha donato un'ambulanza e materiale sanitario alla provincia di Bangolo, il comune di Collecchio ha contribuito all'acquisto di presidi sanitari, la Fondazione don Gnocchi ha donato carrozzine per disabili,  e la ditta Cevi di Prato ha donato un'ambulanza alla provincia di Kouibly. La realizzazione della carovana è stata resa possibile anche grazie al contributo della ditta Parmaclima.

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