PARMA - Incidenti stradali, dati confortanti nel 2007

PARMA - Incidenti stradali, dati confortanti nel 2007

PARMA - Calano i sinistri, calano i feriti e calano i morti in incidenti stradali nel nostro territorio. Questi alcuni dei responsi del “report” 2007 presentato oggi in Provincia: dati rilevati da tutte le Forze dell’Ordine e raccolti dalla Provincia di Parma, che li gestisce dal 2005, grazie ad una convenzione con l’Istat, attraverso sistemi telematici. Alla presentazione di oggi sono intervenuti il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, l’assessore alla Viabilità Filippo Carraro, il comandante provinciale dei Carabinieri Paolo Cerruti, il comandante della Polizia stradale di Parma Eugenio Amorosa, il comandante della Polizia provinciale Giacomo Fiume e diversi rappresentanti dei corpi di Polizia municipale di Comuni del territorio. I dati sono stati illustrati dal responsabile dell’Ufficio statistica della provincia Andrea Gaiani.

I numeri


Nel corso del 2007 si sono verificati 1.907 incidenti, che hanno provocato 2.597 feriti e 44 morti. Rispetto all’anno scorso c’è stata una diminuzione di tutti e tre i parametri, rispettivamente del 3,1%, del 6,6% e dell’8,3%. L’elemento più significativo è senz’altro il calo dei morti che si è verificato negli ultimi 2 anni, facendo presumere la presenza di elementi strutturali che determinano questa riduzione: questo risultato permetterebbe alla nostra provincia, sempre che si mantenga il trend di diminuzione degli ultimi due anni, di raggiungere l’obiettivo fissato dall’Unione Europea di dimezzare i morti per incidenti stradali tra il 2000 e il 2010, forse addirittura in anticipo. Nella nostra provincia la riduzione dei decessi è stata molto più veloce rispetto alla media nazionale: tra il 2000 ed il 2006 in Italia si è avuta una riduzione della mortalità del 19,7%, in provincia di Parma nello stesso periodo il calo è stato del 34,2%.


Nel nostro territorio la riduzione dei decessi tra il 2006 ed il 2007 si è verificata in modo particolarmente marcato sulle strade provinciali: la mortalità è scesa quasi di un terzo (precisamente del 31,8%), contro un 8,3% di tutte le strade complessivamente. Anche sulle strade statali si è verificato un calo della mortalità (-16,7%), mentre sulle strade urbane si è registrata una sostanziale stabilità; al contrario, le autostrade fanno registrare un incremento del 50%, passando da 8 a 12 morti.


Il calo dell’incidentalità e delle sue conseguenze va interpretato in modo particolarmente positivo, poiché avviene nonostante la continua crescita della popolazione, dei mezzi circolanti e delle percorrenze. Positivi anche i riflessi sui costi sociali: il decremento dell’incidentalità nell’ultimo anno su tutte le strade della nostra provincia ha portato ad una diminuzione del costo sociale di circa 19 milioni di euro (-7%), mentre sulle sole strade provinciali si è avuto un calo di circa 8 milioni di euro (-10,2%).


Migliorano i dati negativi riferiti alle notti del fine settimana, che presentano sì parametri di incidentalità più alti rispetto alle altre notti ma che vedono comunque diminuire, nell’ultimo anno, sia i sinistri sia i morti sia i feriti: - 15,4% per gli incidenti, -12,2% per i feriti, - 42,9% per i morti.

Unica “nota stonata”, nel quadro generalmente confortante, è quella che riguarda i cosiddetti “utenti deboli” della strada (biciclette, ciclomotori, motociclette, pedoni; dati raccolti ad esclusione delle autostrade): oltre la metà degli incidenti del 2007 hanno coinvolto almeno un soggetto appartenente a questa categoria. Il loro coinvolgimento tra il 2006 e il 2007 è in diminuzione tranne che per la categoria dei ciclisti, che presentano invece una percentuale di aumento rilevante (+14,52%). Le conseguenze degli incidenti sugli utenti deboli non sono però in diminuzione tra il 2006 ed il 2007: i decessi aumentano da 19 a 21, e rappresentano il 65,6% delle morti per incidente nell’ultimo anno (sempre autostrade escluse).


I commenti

“Calano gli incidenti, calano i feriti e cala la mortalità, che nell’ultimo anno è scesa dell’8,3% e dal 2000 al 2006 del 34,2%, molto meglio della media nazionale. Sono dati senz’altro positivi, anche perché questo calo si verifica a fronte di un aumento di mezzi e di un aumento di mobilità. Ciò testimonia che il lavoro che abbiamo fatto a Parma per la sicurezza sulle strade, per l’educazione stradale, per la messa in sicurezza degli utenti deboli comincia a produrre una cultura diversa e risultati concreti”, ha detto il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, che ha rimarcato l’ampia sinergia interistituzionale: “Se oggi possiamo presentare dati così positivi è importante sottolineare che ciò è avvenuto proprio perché c’è stata una pluralità di interventi: il gioco di squadra è fondamentale. Noi come Provincia abbiamo dedicato a viabilità e sicurezza stradale risorse rilevanti, considerando il tema una priorità. I numeri che presentiamo oggi dimostrano che fin qui si è lavorato bene, ma si può fare di più: si può ambire a risultati ancora più importanti perché Parma rappresenti anche in questo caso, come in altri, una punta avanzata in Europa”. All’impegno della Provincia ha fatto riferimento anche l’assessore Filippo Carraro, che in particolare si è soffermato sulla messa in sicurezza degli utenti deboli: “Oggi la sfida è intervenire di più nei centri abitati e sulle utenze deboli. Noi su questo, sulla messa in sicurezza dell’utenza debole, stiamo lavorando molto, proprio perché oggi l’utenza debole è il soggetto più in pericolo nella nostra viabilità e nel nostro territorio”.


“Collaborazione e sinergia sono le parole d’ordine oggi. Lavorando insieme raggiungiamo ottimi risultati, e in provincia di Parma la sinergia tra le istituzioni è indiscutibile”, ha commentato il comandante provinciale dei Carabinieri Paolo Cerruti, che ha rimarcato l’effetto deterrente delle contravvenzioni (“la paura di una contravvenzione e di una sanzione può fare miracoli”). “Un aspetto che forse deve essere migliorato – ha osservato - è quello dell’educazione dei giovani alla sicurezza stradale; oggi si spingono i giovani ad essere competitivi dappertutto, e questo spesso si traduce in una competitività sulla strada molto pericolosa. Ma, anche in questo campo, sono soprattutto gli adulti a dover dare il buon esempio”. “L’esempio positivo si prende dalla famiglia”, ha confermato il comandante della Polizia stradale Eugenio Amorosa, che delle cifre del 2007 ha detto: “Dati positivi che sono uno stimolo a fare anche meglio. Dobbiamo andare avanti, anche perché constatiamo che molti incidenti si verificano per cause banalissime che possono e devono essere evitate: la distrazione, l’uso del telefonino alla guida, il cambio di un cd nell’autoradio, le condizioni psicofisiche del conducente”.


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