Parma: iniziativa per non dimenticare l’Arandora Star

Parma: iniziativa per non dimenticare l’Arandora Star

PARMA - Una tragedia dimenticata per quasi 70 anni. Una vicenda che costò la vita a 446 italiani, di cui 100 parmensi provenienti in gran parte dai Comuni dell'Appennino. E' la storia dell'Arandora Star, la nave con oltre 1.500 persone affondata da un sommergibile tedesco il 2 luglio del 1940.

Per non dimenticare questa vicenda e onorarne i caduti, la Provincia di Parma si è fatta promotrice di una serie di iniziative che avranno il momento più importante a Liverpool il 2 luglio prossimo quando, alla presenza del presidente della Commissione europea Barroso e delle più alte autorità italiane ed inglesi, verrà scoperta una lapide in ricordo di questa tragedia. E' la prima volta che un'amministrazione pubblica inglese celebra e riconosce ufficialmente la vicenda dell'Arandora Star.

La Città di Liverpool, che per il 2008 sarà la "Capitale europea della cultura", si è offerta di ospitare questa manifestazione e di inserirla nelle iniziative che vogliono richiamare i valori europei della pace e della integrazione culturale. In questa cornice la Provincia di Parma presenterà il nuovo libro di Serena Balestracci dedicato alla vicenda, un filmato e, insieme alla Regione Emilia-romagna proporrà in prima assoluta, un'opera musicale di Fabrizio Festa su testo di Marcello Fois che avrà come tema la tragedia dell'Arandora Star. Dopo la cerimonia, una nave traghetto porterà i famigliari delle vittime al largo del golfo di Liverpool perché possano lanciare in mare fiori in ricordo dei propri caduti.



 "Quella che si ricorderà a Liverpool il 2 luglio prossimo - ha detto Vincenzo Bernazzoli, presidente della Provincia di Parma - è una vicenda tragica ma ancora troppo poco conosciuta. Da questa storia e dai tanti episodi poco noti accaduti in tempo di guerra si possono trarre molti insegnamenti, uno in particolare: al centro ci sono sempre le persone, con le loro storie, i loro affetti. Celebrarli e ricordarli significa tenere alto e difendere concretamente il valore e il significato della pace".

L'Arandora Star, ha ricordato Gian Luigi Boiardi, presidente della Provincia di Piacenza, è anche il simbolo di una generazione che ha costruito e reso possibile l'epoca del dopoguerra e la pace che ne è seguita.

Sulla responsabilità degli storici e delle politica nel non ricordare alcuni fatti accaduti ha invece parlato Stefano Baccelli, presidente della Provincia di Lucca, che ha sottolineato l'importanza del lavoro di ricerca svolto per questa vicenda.

"Sono molto lieta dell'invito che mi ha rivolto la Provincia di Parma - ha detto Flo Cuclas, assessore agli Affari europei del Comune di Liverpool - la vicenda dell'Arandora Star era una delle storie che mi venivano raccontate quand'ero bambina. Oggi abbiamo l'occasione di celebrare degnamente quella storia e tutti suoi protagonisti, che rappresentano un messaggio di pace fondamentale per costruire tutti insieme un mondo migliore".

"E' un evento che rende giustizia a tanti italiani - ha detto Nunzia di Cristo Bertali - e le celebrazioni di Liverpool rappresentano il primo riconoscimento ufficiale di un'amministrazione pubblica inglese della storia dell'Arandora Star".

"La memoria è il filo che lega la storia degli emiliano-romagnoli nel mondo - ha detto Silvia Bartolini, presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo - per questo è così importante l'attività di ricerca e il ricordo di quella tragica vicenda ancora troppo poco consociata".





L'Arandora Star, Giuseppe Del Grosso e l'isola di Colonsay

E' la mattina del 16 agosto 1940 quando sulla spiaggia di Colonsay, un'isola delle Ebridi, tra Irlanda e Scozia, viene ritrovato dagli abitanti il corpo di un uomo. Viene identificato grazie ad un sigla stampata sugli abiti: "14700 G.Delgrosso".

E' Giuseppe Del grosso, nato a Borgotaro nel 1889. Come tanti italiani era partito anni prima dal suo borgo per stabilirsi a Hamilton, una piccola città al sud della Scozia, dove si era sposato con Ines Poli ed aveva tre figli. Si sentiva in qualche modo parte di quella terra che lo aveva accolto. 

A lui toccò il destino di altri 1.500 tra italiani, tedeschi, austriaci, che il 1 luglio 1940 furono imbarcati sull'Arandora Star per essere deportati in Canada come "stranieri-nemici" del paese nel quale fino ad allora avevano lavorato e vissuto. La sua è una delle tante storie, forse tra le più emblematiche, dell'assurdità dei conflitti armati e del valore della solidarietà.

Da quel lontano 16 agosto 1940, infatti, la gente di Colonsay lo ricorda; si reca sulla spiaggia di Eilan nan Ron, pianta una croce e deposita dei fiori. Questa cerimonia di pace avviene ogni anno ed in qualche modo la vicenda e la storia di Del Grosso è diventata parte della storia di quella comunità. I 130 cittadini di Colonsay sono dal 2004 cittadini onorari di Borgotaro.



L'Arandora Star salpò dal porto di Liverpool. Poteva trasportare non più di 400 passeggeri, ne furono fatti salire più di 1500, tra i quali anche militari inglesi e personale dell'equipaggio. A due giorni dalla partenza fu intercettata da un sommergibile tedesco ed affondata. La nave, infatti, procedeva a luci spente e senza insegne umanitarie a bordo. Aveva un cannone a prua e navigava a zig zag. Fu identificata come nave nemica e affondata.



La vicenda fu sempre accompagnata da un grande desiderio di rimozione da parte della comunità italiana di Londra e dalle Istituzioni nazionali sia italiane che inglesi.

La Comunità italiana per molti anni ha vissuto come un sopruso il fatto che cittadini che si sentivano perfettamente integrati nella comunità del paese che li ospitava ad un certo punto fossero considerati nemici e quindi da combattere con le armi proprie della guerra. Va ricordato che mentre gli uomini venivano internati, alle loro famiglie era vietato dimorare in prossimità delle coste. Non è neppure da trascurare un sottile senso di colpa che ha impedito alle famiglie di chiedere negli anni successivi alla guerra una forma di risarcimento anche morale: l'accusa, del tutto infondata, di essere  accusati di aver sostenuto il fascismo. Da parte delle Autorità italiane l'esigenza era quella di chiudere con il passato mentre la Gran Bretagna sulla quale obiettivamente cadevano le massime responsabilità (non aver opportunamente segnalato la presenza di civili a bordo della nave in difformità ai trattati internazionali) ha avuto sempre interesse a far passare tutto sotto silenzio.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -