Parma: le acque del parmense tra passato e futuro

Parma: le acque del parmense tra passato e futuro

Parma - L'acqua, un bene tanto fondamentale quanto limitato. Assicurare al territorio questa risorsa in qualità e quantità tale da soddisfare tutte le esigenze è l'obiettivo del Piano provinciale delle acque: uno strumento con valenza decennale di pianificazione e salvaguardia delle risorse idriche. Proprio le modalità e i contenuti del Piano delle acque, recentemente approvato dal Consiglio provinciale, sono al centro del volume ‘L'acqua che sarà'  realizzato dalla Provincia con il sostegno di Bancamonte Parma

 

La pubblicazione è stata presentata lunedì a Palazzo Sanvitale dal presidente di Bancamonte Parma Alberto Guareschi, dall'assessore provinciale all'Ambiente Gianfranco Castellani e dal dirigente del servizio Gabriele Alifraco. Il libro, che viene pubblicato in concomitanza con la diffusione del Piano, fornisce elementi utili  per comprendere il percorso attraverso il quale la Provincia ha costruito questo importante strumento teso a garantire alla nostra e alle prossime generazioni una maggiore qualità ambientale.


''Non è la prima volta che partecipiamo a pubblicazioni della Provincia''. ha detto Alberto Guareschi aprendo l'incontro - Lo facciamo con entusiasmo perché si tratta di contributi significativi allo studio del territorio e alla qualità della vita. Per Bancamonte essere parte di questo progetto non è solo un contributo doveroso ma anche un motivo di vanto, poiché rappresenta una testimonianza concreta di grande interesse''.

 

‘'Questo testo racconta come si è arrivati alla costruzione del Piano provinciale delle acque'', ha spiegato Giancarlo Castellani. ‘'Un percorso a cui hanno partecipato i diversi portatori di interesse, per rispecchiare il più possibile le aspettative del territorio e dei cittadini''. Il Piano affronta per la prima volta in modo congiunto le problematiche legate a quantità e qualità delle acque tenendo conto dei cambiamenti climatici che mettono anche il nostro territorio di fronte alle proprie responsabilità: ‘'I cambiamenti climatici non possono più essere considerati un'opinione, sono una certezza con cui dobbiamo fare i conti''. ha continuato Castellani - Gli interventi previsti hanno lo scopo di garantire quantità e qualità dell'acqua al territorio anche di fronte alle situazioni di emergenza, mettendo al sicuro questa risorsa fondamentale e mantenendo alta la qualità della vita''.

 

‘'Il libro non racconta solo il Piano ma offre anche approfondimenti'', ha spiegato Gabriele Alifraco. ‘'Tra i documenti è presente una ricerca sugli ambienti acquatici del Parco dei Cento Laghi, uno studio realizzato sul torrente Baganza relativo alla rinaturalizzazione dei corsi d'acqua, approfondimenti sul calcolo dell'impronta idrica. È anche presente una parte relativa alla sistemazione idraulica in epoca romana, uno studio sulle sorgenti di Calestano e Berceto, curiosità e foto. Interessante è anche la descrizione del modello che permette in ogni momento di conoscere l'acquisizione delle portate del torrente Parma, uno dei primi sistemi in Italia''. Per quanto riguarda il Piano vero e proprio, il volume ne affronta le problematiche ambientali, l'architettura, gli elementi essenziali, gli obiettivi, gli interventi previsti e la loro sostenibilità. È inoltre affrontato il tema dei cambiamenti climatici in un'ottica sia globale che locale.

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Il Piano delle acque
- I principali settori interessati dai contenuti del Piano sono la pianificazione urbanistica e territoriale, le programmazioni e progettazioni future, senza trascurare gli aspetti culturali e sociali, in una logica di educazione ambientale e tutela del patrimonio comune. Le azioni previste per il miglioramento della qualità delle acque hanno l'obiettivo di portare a ‘buono' lo stato ambientale dei nostri corsi d'acqua superficiali entro il 2016, così come indicato dalla normativa europea e nazionale, e garantire adeguati livelli qualitativi per le acque di falda. Dal punto di vista quantitativo l'obiettivo è ottenere un bilancio idrico positivo.  Tra le azioni programmate vi è il rafforzamento della rete acquedottistica esistente, interventi sul sistema fognario e depurativo, la realizzazione di 15 invasi per un uso plurimo della risorsa, per creare riserve per i periodi di siccità. Sono inoltre previsti interventi per razionalizzare il sistema idrico nei tre settori primari: civile, agricolo e industriale e per ridurre le perdite di rete e dunque gli sprechi. In breve: più acqua e di maggiore qualità, dalla montagna alla pianura.

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