PARMA – Sesantotto, un ciclo di seminari sul pensiero dei movimenti

PARMA – Sesantotto, un ciclo di seminari sul pensiero dei movimenti

Parma – S’intitola “La rivoluzione dietro di noi. Liberazione e crisi del soggetto nelle teorie politiche prima e dopo il ‘68” il ciclo di tre incontri organizzati per il 10, il 24 e il 31 marzo dal Centro studi per la stagione dei movimenti e dalla Provincia con il contributo di Banca Monte Parma. Tre appuntamenti aperti a tutti gli interessati, nei quali si intende sottolineare la ricchezza del dibattito filosofico, a livello di teoria politica, che accompagnò i movimenti prima, durante e dopo il Sessantotto.


“Abbiamo sostenuto con molto piacere questa iniziativa – ha dichiarato Vincenzo Bernazzoli, presidente della Provincia di Parma – perché è promossa da giovani ricercatori. Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di attivare energie e idee fresche. Così come c’è necessità di un confronto nuovo su vicende controverse e la stagione del ’68 rientra in questo filone. Trovo che l’approccio filosofico scelto dai tre incontri sia il più adatto ad analizzare quelle vicende, perché è un metodo che può ridare un senso alle cose, permette di inquadrarle nel loro contesto e non di restare schiacciati unicamente sul presente”.


“Per noi si tratta di una scommessa – ha dichiarato Alberto Guareschi, presidente di Banca Monte Parma – su un argomento certamente delicato che ha però segnato il ‘900 in maniera indelebile. Nel bene e nel male. Si tratta di uno strappo che ha chiuso definitivamente con le idee e il pensiero dell’800, con ripercussioni evidenti in tutta l’Europa. Oggi possiamo studiare quegli eventi e i pensieri che da lì si sono generati. E la sintesi filosofica è probabilmente lo strumento che meglio ci aiuta ad analizzare quel periodo”.


“Con questa iniziativa – ha dichiarato Diego Melegari, del Centro studi per la stagione dei movimenti – vogliamo approfondire la densità di pensiero e di idee che si svilupparono in quel periodo e lo faremo analizzando i movimenti che nacquero in Francia, Germania e Italia, ognuno con caratteristiche originali ma legati da alcuni tratti comuni”.


Quando oggi si pensa ai movimenti di contestazione del Sessantotto e degli anni Settanta è facile cadere negli stereotipi, e le interpretazioni spesso risentono di perduranti pregiudizi: il ciclo d’incontri “La rivoluzione dietro di noi” si prefigge proprio di andare oltre gli stereotipi, per una lettura profonda e scevra da “sovrastrutture”.


Il primo appuntamento (“Dall’uomo a una dimensione alla morte dell’uomo”) è per sabato 10 marzo alle 15 nella Sala Borri di Palazzo Giordani (Viale Martiri della libertà, 15), e avrà per protagonisti con Manlio Iofrida dell’Università di Bologna, Stefano Petrucciani dell’Università di Roma 1 e Sandro Mezzadra dell’Università di Bologna: con loro si proverà a tracciare una mappa di alcune tendenze filosofiche (poststrutturalismo francese, teoria critica francofortese, operaismo italiano) che in vario modo si intrecciarono all’esplodere della contestazione in Francia, Germania e Italia.


La seconda giornata (“Modi della liberazione. Personale, sociale, politico”) è per sabato 24 marzo alle 15 all’Auditorium di Banca Monte in via Bruno Longhi: con l’editorialista Ida Dominijanni (Università di Roma 3) e Brett Neilson dell’University of Sidney ci si concentrerà sui mutamenti introdotti dalle pratiche del femminismo nella definizione stessa di agire politico, con particolare attenzione ai mutamenti prodotti nei movimenti a livello internazionale.

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Il terzo incontro (“Oltre il mito, oltre lo spettro. Pensare il Sessantotto”) è per sabato 31 marzo alle 15 sempre all’Auditorium di Banca Monte: con il filosofo e saggista Costanzo Preve e con Augusto Illuminati dell’Università di Urbino ci si dedicherà a una valutazione del Sessantotto come fenomeno culturale complessivo e del suo significato per una considerazione filosofica del nostro presente.

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