Parma: troppe spese per l'agricoltura

Parma: troppe spese per l'agricoltura

PARMA - L'agricoltura parmense? È penalizzata dai rilevanti aumenti di spese che le aziende devono sostenere. L'andamento insoddisfacente dell'economia agricola nel suo complesso è infatti stato determinato in buona parte dall'incremento dei costi, in particolare energetici e dei mangimi: incremento che ha vanificato gli sforzi produttivi degli agricoltori e degli allevatori. È quanto emerge dal "Rapporto sull'agricoltura parmense 2007" pubblicato dal Gruppo agricolo-culturale Bizzozero con il sostegno della Provincia. Lo studio, realizzato dai ricercatori del Bizzozero Andrea Pizzaferri e Luca Spotti con la collaborazione di Bruno Riva e rivolto in particolare a imprenditori agricoli, tecnici e altri addetti del settore e della programmazione, analizza struttura, produzioni, costi e redditi di un gruppo di aziende-campione, rappresentative della realtà della nostra provincia: è uno strumento di riferimento per il territorio da oltre vent'anni, un "termometro" fondamentale per valutare lo stato di salute dell'agricoltura.


"Questo rapporto, che per noi è un utilissimo strumento di analisi e di riflessione, evidenzia luci e ombre della nostra agricoltura: c'è qualche luce, come l'aumento della produzione, ma è quasi vanificata dall'incremento dei costi per i mangimi e per l'energia. La situazione quindi è difficile - ha spiegato il vice presidente della Provincia Pier Luigi Ferrari durante la presentazione di oggi in piazza della Pace - e richiede un'assunzione di responsabilità da parte di tutti: o c'è davvero la consapevolezza di giocare una partita in cui il primario rientra prepotentemente nell'agenda delle priorità, o qualcuno ne pagherà il prezzo. Per l'agricoltura c'è bisogno di una considerazione maggiore: occorre che il mondo agricolo sia visto non come qualcosa di legato al passato, o di marginale nel mondo economico, ma con una centralità che deve essere ribadita. Ed è importante che dall'Unione europea, e oserei dire anche dal Wto, a scendere ci sia questa consapevolezza: ci deve essere una presa di coscienza forte di questa centralità, senza interpretazioni intermittenti che non fanno che aggravare la situazione complessiva". Dello stesso avviso il presidente del Gruppo Bizzozero Andrea Pezzani: "Anch'io voglio esprimere la preoccupazione del nostro gruppo e del mondo agricolo per l'incertezza che si sta vivendo. Anche da parte nostra sottolineiamo la necessità di una maggiore attenzione per questo mondo, che si trova in difficoltà: ci sono agricoltori che dopo avere fatto sacrifici per una vita si trovano costretti a chiudere l'azienda".

 

Il Rapporto 2007 è stato illustrato da Andrea Pizzaferri e Luca Spotti, che nel chiudere l'intervento hanno provato a guardare avanti con qualche indicazione per il futuro: "I costi di produzione sono previsti in aumento. Le aziende dovranno cercare di controllare i costi e principalmente aumentare l'autosufficienza alimentare, sfruttando dove possibile le nuove tecnologie: energie alternative, aeroessiccazione dei foraggi e così via. Occorre puntare sulle produzioni vegetali più redditizie e su iniziative e attività in grado di valorizzarle, come ad esempio il farmer's market. E occorre concentrare l'offerta di formaggio ed attivarsi in modo concertato e mirato sul mercato per aumentare il prezzo del Parmigiano-Reggiano e delle produzioni correlate".

 

Il Rapporto 2007 in sintesi

 

La produzione lorda vendibile

La produzione lorda vendibile rimane uno dei parametri più importanti per la classificazione dell'agricoltura di un determinato comparto. I dati raccolti sul campione delle aziende prese in esame indicano che nonostante tutto i livelli produttivi si sono non solo mantenuti ma addirittura incrementati. Questo, però, sembra non bastare, perché i costi sono significativamente aumentati.


I costi per i mangimi

Eccezion fatta per i foraggi e i lettimi, che variano per lo più in funzione del mercato locale e dell'andamento stagionale più o meno favorevole e che sono in effetti diminuiti nel corso del 2007, si registra un aumento delle spese specifiche nel loro complesso riferite al capo grosso (Ugb), spese che hanno subito un'impennata nel corso dell'ultimo anno mentre avevano mostrato segni di stabilità o addirittura di leggera diminuzione nell'annata precedente.

Prendendo in esame i costi specifici unitari complessivi, si osserva che mentre dal 2005 al 2006 le spese per capo grosso hanno fatto registrare un leggero aumento fisiologico, nell'ultimo anno mostrano una decisa impennata cha va da circa 120 a circa 200 euro di differenza per capo; gli aumenti addebitabili ai soli mangimi oltrepassano in media i 100 euro. Per fare un esempio concreto, in una stalla di 100 capi grossi nel 2007 si sono spesi mediamente in più, solo per mangimi, 148 euro per capo in pianura, e cioè 14.800 euro in più per l'insieme della mandria. L'allevatore che prima spendeva in media per soli mangimi 57mila euro per 100 capi, nel 2007 è arrivato a spenderne 71.800, con una differenza appunto di 14.800 euro in soli due anni pari ad un aumento percentuale del 26%. Il divario aumenta nelle stalle più produttive fin quasi a 20 mila euro, 40 milioni di lire.

  

Le spese energetiche
Le particolari vicissitudini che hanno riguardato in questi ultimi tempi gli approvvigionamenti del petrolio hanno influito anche sull'agricoltura. Il Rapporto 2007 analizza da vicino queste voci di spesa, insieme a quelle dell'energia elettrica che si rifà anch'essa direttamente al petrolio. Cosa emerge? Che le aziende, e soprattutto gli allevamenti, sono state colpite pesantemente dagli aumenti dei costi energetici: si va da un minimo di 774 euro per le aziende vegetali ad un massimo di addirittura 5.218 euro in più di costo per gli allevamenti di montagna. Questi incrementi si sommano a quelli già visti dei mangimi, e contribuiscono a rendere il quadro complessivo particolarmente difficile.


I redditi aziendali

L'effetto combinato del lieve aumento riferito ai prezzi del latte con l'aumento fatto registrare nei costi di produzione, in primis dei mangimi e dell'energia, è stato quello di annullare le aspettative di miglioramento dei redditi finali. I redditi zootecnici legati al solo andamento dell'annata agraria 2007 rimangono infatti alquanto deludenti. La situazione migliora se si aggiungono i contributi Pac; l'effetto migliorativo osservato si dimostra di vitale importanza, ma i contributi comunitari sono destinati ad esaurirsi in un arco di tempo relativamente breve, alla fine del quale le aziende dovranno comunque procedere facendo affidamento soltanto sulla propria capacità intrinseca di stare sul mercato. Di un certo rilievo sono anche i redditi accessori, che riguardano in modo particolare le aziende vegetali.

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