PARMA - Un anno fa il sequestro e il delitto del piccolo Tommy

PARMA - Un anno fa il sequestro e il delitto del piccolo Tommy

Bologna, 5 mar. - (Adnkronos) - Al via il processo per il sequestro e l'omicidio del piccolo Tommaso Onofri, il bimbo di 17 mesi rapito e ucciso il 2 marzo di un anno fa. Domani a Bologna, davanti al Gup Rita Zaccariello, udienza preliminare per Mario Alessi, il manovale che lavoro' alla ristrutturazione della cascina di Casalbaroncolo, l'abitazione degli Onofri da cui il Tommy venne prelevato, accusato di essere l'esecutore materiale del delitto: rischia l'ergastolo.

Il piccolo Tommaso Onofri, 17 mesi, viene rapito nella sua casa di Casalbaroncolo, alle porte di Parma, la notte del 2 marzo dell'anno scorso. La sera successiva, in diretta televisiva dall'Ariston di Sanremo, Giorgio Panariello interrompe la kermesse per pochi minuti e lancia un appello ai rapitori. Il bambino ha bisogno di cure e deve assumere costantemente uno sciroppo, il Tegretol, 3 millilitri alle 8-9 del mattino, non piu' tardi, e tra le 20 e 21 di sera, e la Tachipirina perche' ha la febbre. La festa della musica ricomincia, ma l'Italia rimane da quel momento con il fiato sospeso.

Il padre del piccolo riferisce di essere andato in cortile per capire che cosa fosse successo e di avervi trovato due persone, una con il volto coperto da passamontagna, l'altra con un casco da motociclista, armati di pistola e coltello. Parlano italiano con accento "meridionale, forse calabrese" e' l'impressione che i due riferiscono di aver avuto. Appena l'uscio si apre, entrano, minacciano. Onofri riferisce che sono entrati in casa e hanno immobilizzato tutti con nastro adesivo, portandosi via il bambino. Un blitz durato non piu' di 10 minuti. Le ricerche scattano subito. Intorno all'una di notte, a circa un chilometro dal casale degli Onofri, viene trovata un'auto. Uno spiraglio di speranza destinato a cadere subito nel vuoto.

Alla trasmissione 'Chi l'ha visto?' una persona dice di aver trovato una tutina e un medicinale per bambino due giorni prima in una zona isolata dalla parte opposta di Parma. Vengono rintracciati i due reperti, la tutina e un medicinale, ma non appartengono a Tommaso. Anche il Papa rivolge ai rapitori un appello. La madre di Tommaso ricorda un particolare importante, dice agli inquirenti che uno dei due rapitori avrebbe potuto essere una donna. Poi nel pomeriggio gli stessi inquirenti chiedono un silenzio stampa di tre giorni.

La svolta alle indagini viene dalla scoperta che lo scotch che i sequestratori del piccolo Tommaso Onofri hanno utilizzato per zittire e immobilizzare i genitori del bimbo: era stato acquistato a Sorbolo, vicino a Casalbaroncolo. Mentre proseguonio indagini e ricerche, il 16 marzo una medium, Costantina Comotari telefona ai carabinieri. Dice di 'sentire' che il piccolo Tommaso e' morto e che si trova a qualche metro sott'acqua nel fiume Magra, vicino Pontremoli, in provincia di Massa. I militari si mobilitano subito, ma le ricerche sono senza esito. Don Mazzi si offre come intermediario con i rapitori, ma i genitori del piccolo Tommaso rispondono 'no'.
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