Pennabilli: a Palazzo Olivieri riparte "Pennabilli Antiquariato"

Pennabilli: a Palazzo Olivieri riparte "Pennabilli Antiquariato"

PENNABILLI - Al via la 38° edizione della Mostra Mercato Nazionale d'Antiquariato Città di Pennabilli (in provincia di Pesaro-Urbino), in programma dal 5 al 27 luglio 2008 a Palazzo Olivieri (Piazza Montefeltro) a Pennabilli, un caratteristico borgo medioevale nel cuore del Montefeltro che per tre settimane diventa tutt' uno con la preziosa rassegna, ideale cornice di una mostra unica nel suo genere per l'anzianità e la splendida collocazione geografica.

 

La mostra, che rientra nel circuito consolidato delle rassegne d'antiquariato di alta qualità conferma, quest'anno, la presenza dei maggiori antiquari a livello nazionale. Sono circa 40 gli espositori che metteranno in mostra i loro pezzi nelle eleganti sale di Palazzo Olivieri, dotate di impianto di climatizzazione.

Dai reperti archeologici dell'Antico Egitto all'oggettistica Liberty, dai vasi etruschi all'arredamento medioevale, dalle ceramiche antiche al decò. Tutti gli oggetti in mostra sono pezzi unici e selezionati e coprono un arco di tempo che va dal X secolo a.C. agli anni '50.

 

Un appuntamento con l'arte senza confini di spazio, tempo e luogo, per un viaggio affascinante tra epoche e stili dove argenti, mobili, dipinti, maioliche, tappeti, gioielli, sculture sono i testimoni della nostra storia.
L'alto livello delle gallerie antiquarie partecipanti e la qualità delle opere esposte è assicurata da una commissione di esperti dell'Associazione Mostra Mercato Nazionale d'Antiquariato Città di Pennabilli, che da 38 anni organizza l'evento, garantendo, immutato negli anni, lo spirito di ricerca e la salvaguardia del patrimonio artistico italiano, in particolare delle Marche e del territorio del Montefeltro, ma non solo. Tanto che la rassegna di Pennabilli ha acquistato un suo brand definito e riconoscibile, sigillo di garanzia e qualità.  

 

L'evento, che l'anno scorso ha registrato circa 10 mila presenze, prevede ogni anno un turn over di espositori del 25% circa, con antiquari presenti ormai da tanti anni, altri che sono importanti ritorni, altri ancora che si presentano per la prima volta sul palcoscenico di Pennabilli.

La Mostra d'Antiquariato di Pennabilli è una occasione fondamentale per la promozione della città e dell'intero territorio del Montefeltro, uno dei più ricchi di storia e testimonianze artistiche del nostro Paese: la presenza di antiquari, collezionisti, amanti delle arti, curiosi e visitatori a Pennabilli viene infatti salutata con interesse e impegno dalla Regione Marche, dalla Provincia di Pesaro-Urbino e dalle Istituzioni locali e trova appoggio e sostegno nelle attività economiche e commerciali.

 

Una occasione importante anche per i collezionisti e gli appassionati, che a Pennabilli possono riscoprire lo stupore di fronte al prezioso oggetto d'arte e assaporare il piacere di acquistare mobili e oggetti di alto valore estetico e di sicuro investimento nel tempo.

 

 

MOSTRA COLLATERALE: DA PENNABILLI AL TIBET

 

Nel corso della Mostra Antiquaria sarà allestita la mostra "Alberi di santità", esposizione di antichi tanka tibetani "fuggiti" del monastero di Ganden, Tibet, nel 1959. Un'occasione unica per ammirare in anteprima europea queste opere d'arte. I tanka sono dipinti di soggetto religioso fissati su broccato e arrotolati fra due bastoni: mentre alcuni li considerano semplici complementi d'arredo, per i buddisti sono un atto di devozione e incarnano la bellezza, manifestazione del divino.

Per l'occasione, dall'11 al 14 luglio i monaci del monastero di Gaden Jngtse saranno ospitati a Pennabilli e realizzeranno un grande mandala di sabbie colorate, all'interno della Chiesa della Misericordia: i visitatori potranno entrare e osservare i monaci al lavoro. Il mandala è una delle espressioni più originali e simboliche dell'arte religiosa tibetana; rappresenta, secondo i buddisti, il processo secondo cui il cosmo si è formato dal suo centro, attraverso un articolato simbolismo consentendo una sorta di viaggio iniziatico che permette di crescere interiormente. Al termine del lavoro, dopo un certo periodo di tempo, il mandala viene semplicemente "distrutto", spazzando via la sabbia di cui è composto, a ricordo della caducità delle cose e della forza distruttrice che dà di nuovo la vita.

La mostra testimonia lo stretto rapporto che lega Pennabilli al Tibet: fu infatti un frate marchigiano, Fra Orazio da Pennabilli, il principale evangelizzatore di quelle terre, dove giunse nel 1716 dopo un viaggio durissimo. Tra il Cappuccino e il Dalai Lama del tempo nacque un rapporto di reciproca stima: il frate fu autorizzato a costruire un convento a Lhasa e a predicare il cristianesimo e nel periodo di soggiorno in Tibet compilò il primo vocabolario  tibetano-italiano. Il legame tra Pennabilli e il Tibet si è consolidato nel corso dei secoli: il Dalai Lama attuale è andato due volte in visita a Pennabilli: nel 1994 e nel 2005. Al rapporto tra cappuccini marchigiani e la cultura tibetana saranno dedicati numerosi eventi collaterali nel corso del mese di luglio, tra cui conferenze, proiezione di documentari ecc.

 

  

GUIDO  CAGNACCI A PENNABILLI

In occasione della XXXVIII Mostra Mercato Nazionale d'Antiquariato di Pennabilli una sala di Palazzo Olivieri sarà destinata all'esposizione di due dipinti di Guido Cagnacci (San Rocco e San Sebastiano), da tempo nella collezione permanente del Museo Diocesano "Antonio Bergamaschi" di Pennabilli.

Le tele sono riconducibili all'attività giovanile del pittore santarcangiolese, cui è stata  dedicata la mostra ‘Guido Cagnacci. Protagonista del Seicento tra Caravaggio e Reni', allestita a Forlì ai Musei San Domenico fino al 22 giugno scorso.

Le opere provengono dalla chiesa parrocchiale di Santa Mustiola di Scavolino e furono commissionate, probabilmente, dai Conti Falconieri Carpegna Principi di Bascio e Scavolino, fra il 1620 e il 1625.

 

Scopo principale dell'esposizione pennese è il desiderio di valorizzare la ricchezza artistica e culturale del territorio e di segnalare al pubblico l'importanza del Museo Diocesano "Antonio Bergamaschi".

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