Pennabilli: ultimi giorni per scoprire i tesori dell'Antiquariato

Pennabilli: ultimi giorni per scoprire i tesori dell'Antiquariato

PENNABILLI - Un appuntamento con l'arte senza confini di spazio, tempo e luogo, per un viaggio affascinante tra epoche e stili diversi dove mobili, dipinti, maioliche,  gioielli, sculture sono i testimoni di un passato illustre.
E' aperta al pubblico fino a domenica 27 luglio 2008 la Mostra Mercato Nazionale d'Antiquariato Città di Pennabilli (in provincia di Pesaro-Urbino), rassegna antiquaria di prestigio che ha inaugurato la sua 38° edizione sabato 5 luglio, nelle eleganti sale di Palazzo Olivieri (Piazza Montefeltro), dotate di impianto di climatizzazione.
 
Ancora una settimana per curiosare fra i 40 stand di antiquari provenienti da tutta Italia, che espongono pezzi dall'alto valore estetico, la cui qualità è certificata da una commissione di esperti dell'Associazione Mostra Mercato Nazionale d'Antiquariato Città di Pennabilli, che da 38 anni organizza l'evento.
Dai reperti archeologici dell'antico Egitto all'oggettistica Liberty, dai vasi etruschi all'arredamento medioevale, dalle ceramiche antiche al decò: tutti gli oggetti in mostra sono pezzi unici e selezionati che coprono un arco di tempo che va dal X secolo a.C. agli anni '50.
Di particolare interesse una scultura in ceramica di Andrea Della Robbia (Firenze, 1435-1528) raffigurante una Vergine a mezza figura con bambino: un' opera di particolare pregio, che a settembre volerà in mostra a New York per un'asta.
Per gli amanti dell'arte fra gli stand e le gallerie si possono scoprire anche alcune tele del Sassoferrato (1609-1685) e due interessanti opere di Guttuso e di De Chirico.
Oltre a questi pezzi a Pennabilli Antiquariato è possibile trovare ceramiche rinascimentali di particolare valore, splendidi mobili di alta epoca, gioielli, sculture, quadri e tanti e preziosi oggetti di artigianato artistico e collezionismo d'arte.
 
Una occasione importante anche per i collezionisti e gli appassionati, che a Pennabilli possono riscoprire lo stupore di fronte al prezioso oggetto d'arte e assaporare il piacere di acquistare mobili e oggetti di alto valore e di sicuro investimento nel tempo.
 
"In un momento non particolarmente positivo per il mondo dell'antiquariato, la Mostra Mercato Nazionale d'Antiquariato Città di Pennabilli si conferma anche quest'anno come un evento di tutto rilievo a livello nazionale, che negli anni ha acquistato un suo brand definito e riconoscibile, sigillo di garanzia e qualità - interviene Giuseppe Giannini, coordinatore della Mostra - In queste prime settimane sono già stati registrati migliaia di visitatori".
La rassegna antiquaria di Pennabilli è una mostra unica nel suo genere per l'anzianità e la splendida collocazione geografica: una occasione fondamentale per la promozione della città e dell'intero territorio del Montefeltro, uno dei più ricchi di storia e testimonianze artistiche del nostro Paese, che si conferma anche come un'ottima vetrina per gli antiquari, che in termini di vendite hanno registrato un bilancio generalmente positivo.
 
 
Dal Tibet a Cagnacci: ultima settimana per visitare le due mostre collaterali
Ultimi giorni per visitare anche le due mostre collaterali allestite in occasione della 38° edizione della Mostra Mercato Nazionale d'Antiquariato Città di Pennabilli.
Si tratta di una eccezionale esposizione di antichi tanka tibetani, "fuggiti" dal monastero di Ganden, Tibet, nel 1959, in mostra a Palazzo Olivieri. Un'occasione unica per ammirare in anteprima europea queste opere d'arte, non solo di valore sacro per i buddisti, che testimoniano il particolare rapporto che da quasi 300 anni lega Pennabilli al Tibet (il Dalai Lama attuale è andato due volte in visita alla città, nel 1994 e nel 2005). Fra Orazio da Pennabilli è stato il più illustre e carismatico missionario in Tibet così come Matteo Ricci lo è stato per la Cina. Fra Orazio nel 1712 partì missionario per il Tibet con cinque confratelli. Vi giunse nel 1716 dopo un durissimo viaggio sugli oceani e oltre le più alte montagne della terra. Era uno dei primi europei a entrare nel regno delle nevi, chiuso e ignoto al resto del mondo. Studiò la lingua e l'antichissima religione tibetana, sotto la guida di un Lama, cioè un monaco istruito. Tradusse diverse opere sacre dal tibetano e compilò un vocabolario tibetano-italiano e italiano-tibetano di oltre trentamila vocaboli; il primo in una lingua occidentale.
 
L'altra mostra collaterale è dedicata al pittore santarcangiolese di scuola barocca Guido Cagnacci, con un'esposizione di due opere (San Rocco e San Sebastiano) provenienti ora dalla collezione permanente del Museo Diocesano "Antonio Bergamaschi" di Pennabilli, ma che fino agli anni '50 abbellivano la chiesa parrocchiale di Santa Mustiola di Scavolino. Furono commissionate, molto probabilmente, fra il 1620 e il 1625 dai conti Falconieri Carpegna Principi di Bascio e Scavolino.  

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