Pensionati, è allarme: il 63% vive con 750 euro al mese

Pensionati, è allarme: il 63% vive con 750 euro al mese

Pensionati, è allarme: il 63% vive con 750 euro al mese

Servono cento milioni di euro in più per il Fondo per la non autosufficienza. Ne sono convinti i sindacati, secondo i quali si tratta di una "questione di civiltà". Soprattutto in una regione come l'Emilia-Romagna, dove il 63% dei pensionati vive con meno di 750 euro al mese e dove negli ultimi dieci anni il potere d'acquisto delle pensioni e' diminuito del 30%, e sara' ancora limato: nel prossimo biennio si perderanno per strada almeno altri tre punti percentuali.

 

Insomma, l'appello di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil alla Regione e ai Comuni punta dritto ad un aumento del fondo di 100 milioni di euro per l'anno prossimo. Aumento che deve essere accompagnato da misure sui prezzi e sulle tariffe, come contrappeso al caro-vita, almeno per le fasce piu' deboli della popolazione. Queste istanze, assieme a messeggi precisi al Governo (tra cui l'estensione della quattordicesima a tutte le pensioni, interventi fiscali per intervenire sul potere d'acquisto dei pensionati in modo strutturale), cammineranno sulle gambe dei manifestanti che mercoledi' riempieranno le piazze delle citta' emiliano-romagnole. E i pensionati marceranno uniti sotto le bandiere confederali, non divisi come gli altri settori del sindacato.

 

Secondo i sindacati dei pensionati, poi, la Regione deve investire tutte le risorse derivate dall'addizionale Irpef sulla non autosufficienza. Perche', sitma il segretario regionale Fnp-Cisl Franco Andrini, se quest'anno sono stati destinati al fondo 300 milioni, "per il prossimo anno ci devono essere 400 milioni".

 

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Anche "a costo di fare bilanci in perdita", aggiunge il segretario regionale dello Spi-Cgil Maurizio Fabbri. Che tira poi le somme di questi due anni: "Il 30-35% di pensionati ha potuto usufruire di interventi che non hanno eguali in Italia, ma la copertura e', appunto, del 30-35%".

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