Pensionati in sofferenza tra gli artigiani

Pensionati in sofferenza tra gli artigiani

Pensionati in sofferenza tra gli artigiani

Precarietà è il leit motive per il 70% degli artigiani in pensione e quelli emiliano romagnoli non fanno certo eccezione. Per il 45% degli ex artigiani l'assegno dell'Inps non basta ad arrivare a fine mese e per condurre una vecchiaia dignitosa. In 10 anni il quadro è decisamente cambiato in peggio; il 33% degli over 60 guarda al futuro con timore e vede avvicinarsi tempi ancora peggiori. E' quanto emerge da una ricerca di CNA sulle condizioni di vita dei pensionati realizzata da Swg.

 

Il quadro generale che emerge dalla ricerca, che ha indagato aspetti economici ma anche socio-culturali, raffigura un processo di lento ma inesorabile depauperamento dell'universo dei pensionati, con una caduta non solo del potere di acquisto, ma anche con un mutamento del percepito esistenziale che incide profondamente sulle visioni e sui valori degli ultra sessantenni. Il 53% dei pensionati artigiani compresi tra i 60 e i 75 anni vive in una condizione di precarietà economica. "Rispetto a dieci anni fa - sottolinea Giovanni Giungi Presidente regionale di CNA Pensionati - anche in Emilia Romagna le condizioni sono nettamente peggiorate: se nel 2000 buona parte dei pensionati pensava di poter progettare con tranquillità gli anni delle propria "verde età", a 10 anni di distanza, la situazione è precipitata ed oggi il numero dei pensionati che avverte una certa sicurezza, come rileva la ricerca di CNA, è crollato al 28% tra i nostri associati (58.000 in regione). Non solo, tre pensionati su quattro hanno la netta percezione che il nostro Paese stia regredendo (nel 2000 la sensazione era condivisa da meno della metà, il 47%). Oltre alla percezione di indebolimento, si é ampliata l'idea che l'Italia stia smarrendo il senso e la capacità di costruire il futuro: lo pensa l'81% degli ultrasessantenni."

 

A rimanere stabile in questi ultimi dieci anni è il senso di insicurezza e di paura della criminalità: se nel 2000 questo timore coinvolgeva il 54% della popolazione anziana, oggi la quota si attesta intorno al 56%. Solo il 30% degli anziani però (contro il 35% della media della popolazione) ritiene gli immigrati responsabili dell'aumento dell'insicurezza nelle città.

Come vivono oggi gli anziani in Emilia Romagna, una fascia in crescita, oggi pari al 22% della popolazione totale? Non certo bene, dato che il 42% deve fare i conti con pensioni mensili  al di sotto di 535 euro.

 

Ma accanto alla condizione economica, ci sono anche le condizioni  di salute, assistenza e sanità e  qualità della vita. "Il welfare non si tocca" dicono i pensionati artigiani dell'Emilia Romagna che evidenziano una situazione ondivaga per servizi di assistenza e sanità. In calo (meno della metà) chi ritiene superato l'intervento dello Stato nei servizi pubblici. Nella sanità c'è una frenata della spinta privatistica: se, nel 2000 poco più del 50% dei pensionati riteneva che le prestazioni sanitarie dovessero essere pubbliche, oggi la quota tra gli ex artigiani é volata all'81%. 

 

"Ci sono forti preoccupazioni sulla qualità del welfare nei prossimi anni - spiega Beatrice Tragni, segretario regionale di CNA Pensionati - e riguardano le risorse di cui le Regioni potranno disporre. Il Fondo nazionale sanitario non è stato ancora ripartito tra le Regioni, ma dalla Finanziaria sappiamo che non ci sarà la prevista crescita del 2,5% come definito dal patto per la salute siglato col Governo. Se a ciò aggiungiamo l'azzeramento del Fondo nazionale per l'autosufficienza, non c'è da stare allegri perché le risorse di cui disporre, non sono sicuramente sufficienti a coprire il fabbisogno e la qualità dei servizi ai cittadini, quelli anziani in particolare. Il nostro timore è, infatti, che possa determinarsi di un carico eccessivo sulle famiglie in termini di cura. Pur se in modo ancora limitato, sta crescendo in Emilia Romagna il numero delle persone non più totalmente sufficienti, come risulta  dall'aumento di famiglie che utilizza aiuti a domicilio, soprattutto badanti e personale a ore. E' importante, quindi, che la Regione Emilia-Romagna abbia rifinanziato il Fondo regionale per la non autosufficienza, dotandolo di 487 milioni di euro". Per favorire ogni possibile intervento a favore di forme di non autosufficienza, CNA Pensionati Emilia Romagna ha deciso di sponsorizzare il "Progetto Memofilm" che, nell'ambito di nuove metodologie che integrano aspetti sanitari e aspetti sociali, sviluppa una video terapia attraverso la produzione di filmati rivolti ad interventi verso persone afflitte da forme di demenza senile, Alzheimer e patologie cerebrali.

 

La ricerca di CNA evidenzia anche altri aspetti significativi. Tra questi, un processo di lento ma inesorabile depauperamento dell'universo dei pensionati con un mutamento del percepito esistenziale che incide profondamente sulle visioni e sui valori degli ultrasessantenni. L'Italia sta regredendo. Il giudizio dei pensionati è lapidario (lo pensa il 76%). La percezione di indebolimento del Paese, porta con sé anche un'altra sensazione: l'idea che l'Italia stia smarrendo il senso e la capacità di costruire il futuro. "A farne le spese - conclude Beatrice Tragni  - saranno soprattutto i giovani che si troveranno a vivere peggio e con minori garanzie".

 

I risultati della ricerca, unitamente a progetti e proposte di interventi in sicurezza, welfare, sanità e disabilità, saranno presentati domani 15 dicembre a Bologna (ore 9.30) nel corso dell'Assemblea annuale di CNA Pensionati che si terrà a Villa Gandolfi-Pallavicini, via Martelli, 22/24   alla quale interverranno Teresa Marzocchi, Assessore alle politiche della Regione Emilia-Romagna ed Enzo Risso, Direttore di SWG e Paolo Govoni, presidente CNA Emilia Romagna. 

Commenti (3)

  • Avatar anonimo di Alighiero
    Alighiero

    gli artigiani, mentre invece i lavortori dipendenti che non siano stati pubblici dipendenti hanno pensioni da favola, specialmente quelli che hanno trovato a fine carriera dei contributi non versati da parte degli integerrimi artigiani/commercianti/imprenditori. ma di questi non glienefrega na cippa a nessuno.

  • Avatar anonimo di Enrico L.
    Enrico L.

    va benissimo aiutare le persone bisognose. ma con criterio. esiste uno strumento che permette di misurare la condizione economica delle famiglie. si chiama ISEE.

  • Avatar anonimo di Enrico
    Enrico

    .... mi sembra logico!! con tutto quello che i grandi, i medi e i piccoli artigiani hanno evaso ed evadono tuttora di tasse durante la loro carriera lavorativa ora si lamentano della magra pensione... mi sembra una logica conseguenza... non c'è ne da stupirsi ne tantomeno da lamentarsi...

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