Per le donne romagnole il 'cambiamento' comincia dai capelli

Per le donne romagnole il 'cambiamento' comincia dai capelli

BOLOGNA - Nove romagnole su 10 sono aperte al cambiamento e impegnate nel perseguirlo, a partire dalle piccole cose della vita. E il primo passo per cambiare per le donne nostrane è quello verso il parrucchiere ed in genere la cura dei capelli, perchè le donne quando desiderano trasformarsi e portare una nuova luce nel proprio quotidiano, istintivamente, partono dai capelli. Lo rivela l’indagine “Italiane, pronte a Splendere?” svolta da Astra Ricerche.

La ricerca commissionata da “Pantene”, è finalizzata a scoprire come le donne italiane vivono e vedono il cambiamento proprio e delle altre, quali sono i principali cambiamenti che mettono in atto nel corso della loro vita e quale ruolo giocano i cambiamenti legati al look dei capelli, dal taglio, al colore, all’acconciatura.


Ma le emiliano - romagnole sono pronte a cambiare?


L’indagine evidenzia, da subito, una importante spaccatura tra coloro che amano innovare e modificare anche in modo sostanziale parti più o meno importanti della loro vita (le innovatrici allegre che rappresentano il 58% del campione intervistato +4% rispetto al campione nazionale), coloro che si sentono scosse tra desiderio di mutamento e insicurezza nel perseguirlo (le transizionali ansiose, il 18% delle intervistate identico al valore nazionale) e coloro che, al contrario, lo temono e tendono ad evitarlo (definite conservatrici ripetitive, il 24% delle intervistate contro il 28% del campione nazionale).


Quanto però si passa ad indagare i micro-cambiamenti, la situazione cambia e la grande maggioranza delle emiliano - romagnole intervistate si impegna nel perseguirli a partire dalle piccole cose della vita quotidiana perché li vive come autoterapici.


Anche tante intervistate emiliano - romagnole infatti conservatrici o ansiose amano introdurre saltuariamente dei piccoli cambiamenti nella propria vita: il 52% (vs. 53% della media in Italia) cambia l’acconciatura, la lunghezza, il taglio, il colore dei capelli, il 48% (rispetto al 49% del campione nazionale) acquista un capo d’abbigliamento o un accessorio insolito per sé; il 58% (vs. il 59%) ogni tanto svuota e rimette a posto scatole o cassetti; il 55% (vs. 49%: soprammedia) getta all’aria le borse per poi riordinarle; il 31% (vs. 34%) cambia il percorso abituale per fare la spesa o andare al lavoro o portare i figli a scuola, ecc.; il 42% (38% in Italia: soprammedia) muta la disposizione dei mobili in casa; il 19% (vs. 16% del campione nazionale) adotta un trucco inconsueto.


La strategia dei micro-mutamenti è seguita dalla maggioranza delle emiliano - romagnole ed attuata anzitutto per sé stesse, per avviare o rafforzare (e comunicare a sé e agli altri) l’innovazione esistenziale, per migliorare e migliorarsi, per accrescere la propria autostima, per mettere a punto e aggiornare un ricco progetto di vita.


In questa strategia autoterapica, i micro-cambiamenti legati ai capelli giocano un ruolo chiave per molteplici aspetti: per motivi esclusivamente connessi al look (dalla bellezza alla seduzione), per ridefinire periodicamente la propria personalità, per coccolarsi pensando alla cura dei capelli anche come arma contro l’invecchiamento, fino a raccontare la propria evoluzione interiore, ovvero la propria capacità di trasformarsi per tirare fuori il meglio di sé.


Concentrandosi sulla cura dei capelli dall’indagine emerge che il 28% delle emiliano - romagnole tra il 2004 e il 2007 ha modificato l’acconciatura, il taglio, il colore, ecc. da tre a sei volte e il 22% (in Italia però è il24%) è intervenuta sui capelli da 7 a 26 volte sempre nello stesso periodo. Tra le operazioni più frequenti domina il taglio (54% vs. 63% del campione nazionale), seguito dall’acconciatura (44% vs, 50%, il dato più alto della nazione) e dalla scelta di una colorazione inedita (45% vs. 51%).


La cura e il mutamento del taglio e dell’acconciatura dei capelli gioca un ruolo di rilievo nella strategia della cultura del cambiamento per motivi legati al look, alla bellezza e al desiderio di vivere bene le giornate (il “good hair day”): la verità infatti è che le donne cominciano e vivono al meglio le loro giornate se possiedono capelli puliti e a posto, magari sfoggiando un taglio nuovo o un nuovo colore che illumina loro il viso. Questa considerazione coinvolge l’82% delle intervistate con le ultra 44enni in testa su tutte.


Emiliano - romagnole capellofile e capellopatiche, dunque. Perché i capelli sono come parole con le quali iniziare a scrivere una pagina nuova per la propria vita.


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Pantene, da 60 anni marchio di riferimento dell’hair-care, invita ed accompagna le donne italiane verso un percorso di splendore che inizia dalla salute e dalla bellezza dei capelli. Per farlo, Pantene si trasforma attraverso rinnovate confezioni, un nuovo logo e simbolo, la Shirra, segno della possibilità insita in tutte le donne di cambiare per trasmettere il meglio di sè ed una nuova campagna pubblicitaria che invita le donne a “far splendere il meglio di sè”.

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Basata su 1.002 interviste telefoniche CATI ad un campione rappresentativo delle italiane dai 14 anni in su, pari ad un universo di 23.4 milioni, l’indagine è stata effettuato nei mesi di gennaio e febbraio 2007.



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