Piacenza: prosegue la lotta alla zanzara tigre

Piacenza: prosegue la lotta alla zanzara tigre

PIACENZA - Lotta alla zanzara tigre: è l'ora dello sprint finale. Cittadini e istituzioni sono chiamati a fare insieme un ultimo sforzo, in questi giorni che concludono l'estate, per eliminare quante più uova possibili. L'obiettivo comune deve essere quello di intensificare l'impegno, per avere meno esemplari di zanzara tigre la prossima estate.

 

"Questo - spiega Guglielmo Lanza (Dipartimento di sanità pubblica dell'Azienda Usl di Piacenza) - è un passaggio molto delicato. L'insetto resiste ai rigori invernali sotto forma di uova (chiamate uova diapausanti) che si schiudono a metà della primavera successiva per dare origine alle nuove generazioni di adulti; l'abbattimento della popolazione di femmine adulte in questo periodo è fondamentale per avere meno uova diapausanti che si schiuderanno nel 2009".

 

Proprio per sensibilizzare le amministrazioni pubbliche sulla necessità di intensificare l'impegno a effettuare interventi larvicidi per tutto il mese di settembre, gli operatori del Dipartimento di sanità pubblica stanno incontrando in questi giorni i tecnici dei Comuni del Piacentino. Gli incontri sono stati realizzati in ambito distrettuale, con il coordinamento della Conferenza territoriale sociosanitaria di Piacenza.

 

Come sempre, resta però fondamentale e indispensabile il contributo dei cittadini. "I cardini su cui si regge la lotta alla zanzara tigre - ricorda Lanza - sono l'eliminazione delle raccolte d'acqua e la lotta larvicida". Le raccolte d'acqua stagnante rappresentano i punti dove la femmina depone le uova e dove si svolge tutta la fase larvale del ciclo di sviluppo dell'insetto: devono essere eliminati i sottovasi, controllate le caditoie più volte durante le stagioni primaverile ed estiva e rimossi eventuali ristagni d'acqua. Nelle aree esterne non si devono lasciare oggetti (teli di plastica, giocattoli, ciotole, lattine, innaffiatoi) nei quali si possa formare un accumulo d'acqua dopo una precipitazione; inoltre, i punti di raccolta d'acqua non eliminabili devono essere chiusi ermeticamente o svuotati.

 

"Mi preme sottolineare - continua l'esperto - che solo le piccole raccolte d'acqua stagnante rappresentano i siti dei focolai larvali della zanzara tigre. Fiumi e canali, a questo proposito, non costituiscono un problema. La lotta larvicida deve essere attuata nei punti in cui non è possibile eliminare i depositi di acqua e mi riferisco ai tombini di raccolta delle acque piovane. Questi ultimi devono essere trattati ogni 7 giorni impiegando preparati biologici a base di bacillus thurigiensis oppure ogni 15 giorni se si impiegano insetticidi regolatori di crescita. Questi trattamenti devono essere sempre effettuati anche dopo ogni precipitazione atmosferica".

 

La lotta larvicida - è l'invito che è stato rivolto anche ai Comuni - deve essere continuata fino a metà ottobre. Infatti, se è vero che la maggiore intensità numerica dell'infestazione si registra fra metà agosto e metà settembre, le femmine adulte sopravvivono fino ad ottobre.

Gli enti pubblici, da soli, non possono però risolvere la situazione: i siti a rischio di infestazione nelle aree pubbliche rappresentano infatti il 20/ 30 per cento del totale; il rimanente 70/ 80 per cento insiste su di proprietà privata.

 

"Ribadisco - aggiunge Lanza - che il successo della lotta contro la zanzara tigre dipende dalla consapevolezza e dalla responsabilità dei cittadini. Per me è un piacere vedere gli anziani giocare a carte all'aperto in alcune aree della città che fino allo scorso anno erano infrequentabili a causa della zanzara tigre e questo dimostra che dove c'è l'impegno ci sono anche i risultati".

 

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L'Azienda Usl di Piacenza prosegue intanto nella propria attività di monitoraggio e controllo del territorio. La rete di ovitrappole ha evidenziato, dalla fine luglio, un aumento della infestazione in tutta la Provincia di Piacenza. Al contempo, si sono amplificate le segnalazioni da parte dei cittadini. "Questo incremento è un fenomeno normale: il periodo tra il 15 agosto e il 15 settembre è quello più critico per la presenza di questa specie alle nostre latitudini. L'allarme va perciò in parte ridimensionato, ma solo in parte, perché la nostra provincia risulta essere la più infestata in regione, con un numero medio di uova presenti nelle ovitrappole superiore a quello delle altre province".

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