Picchiata perchè viveva all'occidentale, rinvio a giudizio per i genitori maghrebini

Picchiata perchè viveva all'occidentale, rinvio a giudizio per i genitori maghrebini

Picchiata perchè viveva all'occidentale, rinvio a giudizio per i genitori maghrebini

LUGO - Viveva all'occidentale. Per questo motivo i genitori, di fede islamica, la picchiavano e la minacciavano di morte. La vittima di queste violenze, una ragazzina di 14 anni residente a Lugo, circa un anno fa scappò di casa, raggiungendo con il treno Udine dove si liberò del dolore ad un agente di polizia che fece partire la denuncia. Il gup del tribunale di Ravenna ha rinviato a giudizio per percosse e maltrattamenti in famiglia il padre e la madre tunisini.

 

Sia l'uomo, un operaio di 50 anni, che la donna, una casalinga di 35, entrambi difesi dagli avvocati Gian Luigi Manaresi e Nicola Babini, si sono dichiarati innocenti. Secondo il quadro accusatorio, la 14enne, ora in una comunità protetta, veniva picchiata e minacciata di morte perchè vestiva troppo all'occidentale, non rispettando le regole dell'Islam. Al termine dell'ennesima lite la minorenne aveva deciso di scappare di casa.

 

Giunta a Udine in treno in piena notte, è stata avvicinata da una Volante del locale Commissariato di Polizia e portata in Questura, dove la 14enne ha potuto sfogare il suo dolore. Giovedì l'udienza preliminare presso il tribunale di Ravenna, con il giudice che ha deciso per il rinvio a giudizio per la coppia di magrebini. La prima udienza è stata fissata per il febbraio del prossimo anno nel tribunale di Lugo. La giovane, difesa dall'avvocato Paola Carpi, si è costituita parte civile.

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