Pietro Maso, il killer dei genitori torna in libertà

Pietro Maso, il killer dei genitori torna in libertà

(foto d'archivio)

Ha ucciso barbaramente entrambi i genitori per impossessarsi dell'eredità, il 16 aprile 1991.

Dopo 17 anni di galera, Pietro Maso, 36 anni, torna in libertà. Lo ha deciso il Tribunale della sorveglianza di Milano, che ha concesso all'omicida il regime di semilibertà, dopo i permessi premio di cui maso godeva già da diversi mesi.

 

Il caso suscitò un enorme scalpore, nei giorni seguenti quel tragico 16 aprile 1991 in cui Maso, allora 19enne, uccise a sprangate i propri genitori con la complicità di tre amici a Montecchia di Crosara, in provincia di Verona. Scalpore non solo per il movente del barbaro omicidio, che era quello di accaparrarsi l'eredità per potersi mantenere l'alto tenore di vita, ma anche per le modalità con le quali Maso massacrò i propri genitori.

 

Il ragazzo, insieme a tre amici (Giorgio Carbognin, Paolo Cavazza e l'allora minorenne B.D.), aspettò i genitori in cucina, vestiti con tute da lavoro e maschere carnevalesche sul volto. Appena i due entrarono, Maso li colpì a sprangate, lasciandoli senza vita sul pavimento in un lago di sangue. Lo stesso Maso, che poi dichiarò che se non fosse stato arrestato avrebbe tentato di uccidere anche le sorelle, fu colui che denunciò il duplice omicidio, cercando di far credere agli inquirenti che si trattasse di un tentativo di rapina andato storto. Ma lo strano atteggiamento del giovane, freddo e imperturbabile dinnanzi alla tragedia, fece insospettire gli investigatori che dopo diversi interrogatori ricevettero la confessione dei tre amici, che confermarono di aver partecipato al duplice omicidio.

 

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Maso venne condannato dai giudici di Verona a 30 anni di carcere il 29 febbraio 1992, 26 anni a Carbognin e Cavazza, 13 anni all'allora minorenne. Fino alla semilibertà di oggi.

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