Pigneto, si è costituito l'aggressore

Pigneto, si è costituito l'aggressore

Si e' consegnato in Questura Dario Chianelli, il presunto aggressore ricercato per il raid contro alcuni negozi di immigrati al Pigneto. L'uomo, che in un'intervista a ‘Repubblica.it' si e' fatto chiamare 'Ernesto', e' arrivato in Questura accompagnato dal suo avvocato. "Non mi sento in colpa per quello che ho fatto perchè non ho fatto niente di male. Non sono nè di destra nè di sinistra, sono per i grandi uomini come Ernesto Che Guevara", ha detto l'uomo a Repubblica Tv.

 

Minniti (Pd): no a giustizia fai da te. Per il ministro dell'Interno del governo ombra del Pd, Marco Minniti, l'intervista-scoop di 'Repubblica' di oggi a uno dei protagonisti del raid nel quartiere romano del Pigneto, "non cambia la sostanza del mio allarme e della riflessione cui ho chiamato tutte le forze politiche sui rischi della giustizia 'fai da te'". Minniti sottolinea con l'ADNKRONOS "che non si tratta di mettere in evidenza il colore politico di questo o quell'altro protagonista di episodi di violenza, ma di lavorare perche' il tema dell'autorita' dello Stato torni centrale e si manifesti nei fatti".

 

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Gasparri (Pdl): nessuna congiura nazista. "Il clamoroso scoop di 'Repubblica' sconfessa la campagna di menzogne montata dalla sinistra a Roma. Due pagine di intervista ad uno degli aggressori del Pigneto dimostrano che non c'era nessuna marea nera e nessuna congiura neo nazista. Uno degli aggressori si qualifica addirittura di sinistra, e i tatuaggi e gli emblemi esibiti riguardano Che Guevara e non le croci uncinate". Lo afferma il capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, secondo il quale "Walter Veltroni deve chiedere scusa ai romani ed agli italiani per le bugie che ha alimentato insieme a molti altri in una campagna di odio e di diffamazione senza precedenti".

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