Pirateria stradale, è allarme: aumenta il numero dei morti. Crescono ubriachi e drogati

"I feriti sono stati quest’anno 571, lo scorso anno furono 593 - illustra Biserni -. Quindi 22 ospedalizzazioni in meno e un calo del 3,7%. Ma il dato che gela i curatori dell’osservatorio dell’Asaps è quello delle vittime mortali"

Cresce il numero delle fughe per mancanza dell’assicurazione del veicolo. E' quanto emerge dai dati elaborati dall'Osservatorio il Centauro di Asaps, l'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale. Fra le Regioni col maggior numero di piraterie l’Osservatorio ha registrato la Lombardia con 68 episodi, seguono l’Emilia Romagna con 51, il Lazio con 47, il Veneto 45, la Campania 43,  la Toscana 33, Puglia e Sicilia 28, Liguria e Marche 27. Solo 3 in Molise e Umbria e 1 in Valle D’Aosta e Basilicata.

"A voler concentrare in una formula l’andamento della Pirateria stradale nel primo semestre 2014, rispetto allo stesso semestre del 2013 dovremmo scriverla così - esordisce il presidente dell'associazione, Giordano Biserni -. Stesso numero di episodi, calano i feriti ma schizzano in alto i decessi, con un incremento di oltre un terzo numeri nella loro semplicità non danno spazio ad interpretazioni. Infatti partendo dal numero di episodi le omissioni di soccorso importanti, registrate dall’Osservatorio sono state 464, lo scorso anno furono 466, appena due in meno".

"I feriti sono stati quest’anno 571, lo scorso anno furono 593 - illustra Biserni -. Quindi 22 ospedalizzazioni in meno e un calo del 3,7%. Ma il dato che gela i curatori dell’osservatorio dell’Asaps è quello delle vittime mortali. Ben 58 nei primi sei mesi del 2014, mentre nel primo semestre del 2013 il report ne contava 43. Sono stati 15 i lenzuoli bianchi in più stesi sulle strade a causa dei vigliacchi che si sono dati alla fuga. La percentuale di incremento è mortificante +35%. Un dato che ci fa dire che la pirateria sembra diventata più violenta. Aggiungiamo che  a metà settembre siamo già oltre 80 vittime mortali. Fra le vittime il maggior numero ovviamente si conta fra i pedoni, ben 23 e fra i ciclisti dove sono stati 10 i decessi. In 62 casi, 13,4%,  vittime della pirateria sono stati dei bambini. 2 i morti. In 68 episodi, 14,7%, gli anziani".

Altro dato preoccupante: "Tornano a crescere i pirati ubriachi o drogati che sfiorano il 22% di quelli individuati nella quasi immediatezza del fatto (lo scorso anno nel primo semestre la percentuale si fermò al 18,5%). Ovviamente insistiamo nel dire che questa percentuale è ampiamente sottostimata perché larga parte dei pirati viene identificata a distanza di giorni o settimane quando non è più possibile effettuare prove con l’etilometro o il narcotest. Ricordiamo che al 60% dei pirati le forze di polizia hanno dato un nome e cognome. L’80,5% degli identificati è stato denunciato a piede libero, mentre il 19,5% è stato arrestato. Una percentuale quest’ultima che non consente di ritenere che anche l’identificazione del pirata abbia poi una funzione efficacemente dissuasiva. Il 25,3% dei pirati, come dire uno su quattro, è risultato essere straniero. Ma nell’11% dei casi la vittima del pirata è stata proprio uno straniero".

"Sono state 28 le donne che hanno omesso il soccorso, cioè  il 10,1%, nel primo semestre del 2013 avevano toccato la percentuale del 16% - illustra Biserni -. Cresce il numero delle fughe per mancanza dell’assicurazione del veicolo, una ulteriore molla carica che determina la pirateria stradale. Il fenomeno con questi connotati fortemente omicidiari rimane il terreno più bisognoso di un provvedimento fortemente dissuasivo: l’Omicidio stradale, inseguito da 3 anni dalle associazioni Lorenzo Guarnieri, Gabriele Borgogni ed Asaps con la raccolta di 76.000 firme. Siamo ancora in attesa di conoscere le decisioni del Parlamento dopo la chiara e favorevole presa di posizione del presidente Matteo Renzi".

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