Politiche abitative, Carboni (Acer): ''Troppe proroghe''

Politiche abitative, Carboni (Acer): ''Troppe proroghe''

Politiche abitative, Carboni (Acer): ''Troppe proroghe''

RIMINI - Il direttore di Acer Rimini, Franco Carboni, è intervenuto giovedì su "Il Sole 24 ore" trattando il tema delle politiche abitative della Regione Emilia Romagna che coinvolgono, quindi, anche la provincia di Rimini. Carboni si è soffermato sui motivi che hanno decretato l'insuccesso del programma di sviluppo delle politiche abitative della Regione che doveva essere promosso attraverso l'utilizzo di nuovi strumenti finanziari come il fondo di rotazione e i contributi in conto interessi.

 

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Non soltanto la crisi economica e la necessità per i comuni di rispettare i parametri del patto di stabilità, ma anche a causa dei ritardi dei bandi e dell'incapacità di cogliere le opportunità offerte dalle ACER. "Le numerose proroghe (almeno tre) per la scadenza del bando, aperto il 13 febbraio 2006 - spiega infatti Carboni -ne hanno dilatato i tempi della effettiva operatività, avvenuta il 7 luglio 2008, al punto da farlo entrare nel tunnel della crisi e dei limiti posti ai Comuni dal patto di stabilità. Il secondo, molto più grave, è relativo al fatto che non è stata raccolta la ciambella di salvataggio lanciata dalle Acer, resesi disponibili, in diverse province, ad assumere l'impegno dei mutui e del finanziamento regionale al posto dei Comuni".

E veniamo a Rimini, dove alcuni comuni, la Provincia e Acer avevano chiesto un contributo alla Regione per la realizzazione di 73 alloggi in locazione permanente, che si sta dimostrando sempre più l'emergenza abitativa da affrontare a causa di molteplici fattori: "Crescono gli sfratti, in particolare quelli per morosità - spiega Carboni - crescono le domande di Erp; crescono le domande per il fondo affitti, mentre calano drasticamente i contributi nazionali; la crisi del mercato immobiliare per la vendita non si è accompagnato ad una riduzione dei canoni di locazione nel mercato privato che anzi sono cresciuti; l'area sociale più esposta alle difficoltà è in crescita (migranti, giovani coppie, anziani, famiglie monoreddito, lavoratori dipendenti del settore privato, pensionati, studenti universitari, ecc.)".

La Regione ha risposto negativamente, impedendo così la costruzione di questi alloggi, adducendo il motivo che poiché il bando era stato fatto, non era possibile modificarlo senza passare per l'assemblea legislativa ed eventualmente modificare la legge regionale 24/2001. "Un obiezione rispettabile - conclude il direttore di Acer Rimini - ma certo non infrangibile, posto che le Acer sono enti strumentali dei Comuni, che avrebbero potuto realizzare l'intervento con lo strumento della concessione ed in diritto di superficie per la durata del piano finanziario, trasferendo infine la proprietà degli alloggi ai Comuni".

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