Polizia Locale, dalla Regione in arrivo 1,5 milioni di euro

Polizia Locale, dalla Regione in arrivo 1,5 milioni di euro

Polizia Locale, dalla Regione in arrivo 1,5 milioni di euro

In arrivo i contributi per il 2010 agli enti locali per progetti di potenziamento dei servizi di Polizia locale. La Regione Emilia-Romagna ha emanato un bando che mette a disposizione oltre 1,5 milioni di euro finalizzati a sostenere investimenti per nuove sedi, attrezzature, veicoli, strumentazioni informatiche di comuni, unioni e comunità montane. In regione la Polizia locale è presente in 348 comuni su 357 con strutture incardinate su un singolo ente o strutture che operano trasversalmente su più comuni associati.


"Anche in questi tempi difficili per gli enti locali, la Regione vuole essere al fianco dei Comuni nel potenziamento delle polizie locali. La legge 24 del 2003 su sicurezza e Polizia locale ha prodotto in questi anni buoni risultati nella razionalizzazione e nell'efficienza dei presidi territoriali in Emilia-Romagna - ha sottolineato la vicepresidente e assessore alle Politiche della Sicurezza della Regione Simonetta Saliera - ma per continuare a offrire un servizio efficace ai cittadini l'impegno deve essere costante". Anche quest'anno, quindi, la Regione interviene per sostenere l'innovazione dei corpi di polizia. Un'innovazione anche tecnologica che punta, ha aggiunto Saliera, "a un modello di polizia in grado di leggere il territorio e i suoi problemi, cogliendo quei fenomeni anche apparentemente irrilevanti che, se trascurati, portano ad un aumento dell'insicurezza e anche potenzialmente all'insorgere di fenomeni gravi, come quello della criminalità organizzata. Una polizia capace di rassicurare e di contribuire alla diffusione del senso civico e della legalità. Insomma, una polizia locale che sia ancora di più una polizia della comunità".

 

Due le principali novità rispetto agli anni passati.


In primo luogo, per il 2010 la Regione intende favorire, tra i vari interventi, la realizzazione di nuove sedi e presidi di quartiere o frazione o la loro ristrutturazione in modo da garantire una più ampia accessibilità al servizio, una migliore capacità di accoglienza, trasparenza e visibilità degli operatori. Avranno inoltre maggiori possibilità di ottenere i contributi i progetti che comprendano, tra le finalità, quella di contribuire al recupero di un'area degradata o problematica e quelli che includano l'installazione di impianti energetici con fonti rinnovabili o di cogenerazione energetica ad alta efficienza.


In secondo luogo saranno favoriti i progetti che prevedano lo svolgimento di attività finalizzate alla prevenzione della criminalità comune e organizzata. E' prevista infatti una sezione all'interno della quale viene data maggiore importanza alle richieste che presentino, come oggetto prevalente, la "rassicurazione dei cittadini attraverso il controllo appiedato finalizzato anche alla lettura del territorio in un'ottica di prevenzione della criminalità comune e organizzata", partendo dal presupposto che la conoscenza del territorio e i controlli amministrativi sono una fonte importantissima per cogliere segnali e indicatori di fenomeni di insicurezza di vario genere.

 


Chi può usufruire dei finanziamenti regionali
Pur essendo il bando rivolto a tutti gli enti da cui dipenda un comando di Polizia locale, verrà data la priorità a quelli che abbiano un rapporto tra numero di agenti e abitanti in linea con gli standard regionali oppure a quelle realtà dove piccoli comuni si siano uniti per dare vita a unioni, associazioni o comunità montane.
"In Emilia-Romagna, dove la metà dei comuni ha meno di 5.000 abitanti, è importante sostenere quelle amministrazioni che decidono di mettere a fattor comune il servizio creando uffici intercomunali di Polizia locale. Questo consente di risparmiare sui costi e sviluppare efficaci economie di scala, mettendo in grado le amministrazioni di rispondere ai cittadini anche nelle ore pomeridiane e serali", ha spiegato Saliera.

 


Come partecipare
Ogni ente che vorrà partecipare al bando dovrà presentare un progetto biennale. La Regione selezionerà i migliori, privilegiando l'impegno delle Polizie locali per la comunità.
Gli enti dovranno presentare i propri progetti entro il 22 ottobre. È previsto che i progetti selezionati debbano essere avviati entro tre mesi dall'approvazione.

 


La Polizia locale in Emilia-Romagna

In regione la Polizia locale è presente in 348 comuni (solo in 9 casi non è attivo il servizio) con strutture incardinate su un singolo ente o strutture che operano trasversalmente su più comuni associati. Le strutture con più di 30 addetti, pari oggi a 34 corpi (nel 2003 erano solamente 20), consentono di raggiungere il 70% della popolazione residente in Regione.


Il numero di strutture comunali e intercomunali è passato dalle 261 del 2003 alle 181 del 2008 (-31%), grazie al forte orientamento all'associazionismo tra enti, promosso dalla Regione, che ha portato a una sensibile razionalizzazione delle risorse umane e materiali.


A partire dal 2002, prima con la legge regionale 3/99 poi con la vigente 24/2003, la Regione ha emanato, annualmente, bandi per l'assegnazione di contributi agli enti locali per la realizzazione di progetti volti alla qualificazione dei servizi di Polizia locale, erogando complessivamente quasi 7 milioni di euro che, unitamente alla percentuale di cofinanziamento a carico degli enti, hanno consentito investimenti a favore per oltre 14 milioni di euro. In tutto sono stati 253 progetti finanziati.


Con i contributi erogati, che hanno coperto fino al 50% delle spese ritenute ammissibili, sono state finanziate principalmente attività riferite ai controlli stradali (controllo di veicoli, infortunistica ed educazione stradale, ecc...) che rappresentano circa il 50% dell'intero ammontare; attività riconducibili al tema della sicurezza urbana (video-sorveglianza, vigile di quartiere, attività di prossimità, ecc...) e attività inerenti al miglioramento delle dotazioni strutturali dei corpi (reti informatiche, sistemi di comunicazione evoluti, software gestionali, ecc...). Una ridotta frazione di progetti si è, invece, concentrata su altre attività, come i progetti incentrati sul contrasto alle leggi in materia ambientale o sul contrasto dell'abusivismo commerciale.

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