Porto Corsini, Ancisi (LpR): "Nessuna deturpazione della Pineta Staggioni"

Porto Corsini, Ancisi (LpR): "Nessuna deturpazione della Pineta Staggioni"

Porto Corsini, Ancisi (LpR): "Nessuna deturpazione della Pineta Staggioni"

Alvaro Ancisi, capogruppo Lista per Ravenna, interviene sul nuovo borgo marinaro, nell'avamporto di Porto Corsini: "La magnifica riserva naturale costituita dalla pineta Staggioni ha già pagato anche troppo allo sviluppo urbanistico di Porto Corsini. Clemente XII andrà dove deciderà la città". Quindi 'giù le mani' dalla pineta e non lasciarsi andare a facili entusiasmi: "Non bisogna far credere che il terminal crociere e insieme il nuovo borgo saranno finiti nel 2012".

 

La soddisfazione con cui è stata esposta la presentazione del piano di costruzione del nuovo borgo marino nell'avamporto di Porto Corsini può essere condivisa, ma fino ad un certo punto e non senza smorzarne i toni.

 

"Va ricordato che, dal 1983 ad oggi, - sottolinea Ancisi - sono stati numerosi i tentativi di vari soggetti delle istituzioni e dell'economia locale di attentare all'integrità dell'abitato di Porto Corsini, di cui si è proposto perfino di abbattere parte del centro, e del suo prezioso patrimonio ambientale e naturalistico, rappresentato dalla pineta Staggioni, dalle aree umide e dalle spiagge dunose. Si è cercato di realizzare una viabilità pesante, per consentirvi il transito di autotreni e vagoni ferroviari su gomma, di costruire banchine e scali commerciali su tutta la zona dell'avamporto, di trasformare l'arenile e la zona degli stabilimenti balneari in piazzali logistici per il deposito merci, di demolire parte della pineta per attraversarla con il traffico commerciale, di realizzare nuove invasive strade di collegamento tra l'asse di via Baiona e la via Guzzetti, che è la strada di confine tra l'abitato e la pineta. Si deve ad una forte mobilitazione dei cittadini, del loro comitato locale e delle associazioni ambientaliste, cui Lista per Ravenna, ben radicata nella popolazione del posto, ha dato pieno sostegno ed impulso, se, con petizioni e ricorsi alle autorità di garanzia della salvaguardia ambientale (Corpo Forestale, Soprintendenza, Commissione Europea), la loro impari battaglia coi poteri forti ebbe successo e l'allora sindaco Mercatali dovette alzare bandiera bianca. L'impianto urbanistico del piano ora presentato dall'Autorità Portuale significa, al riguardo, un cambio di strategia, che va apprezzato, salvo mettere in chiaro alcune cose".

 

"Il piano si regge su un delicato equilibrio tra interessi pubblici e sociali e interessi privati - continua Ancisi - questi ultimi rappresentati, in particolare, da 10.000 mq destinati ad uso residenziale privato, da altrettanti per strutture turistiche e da 2.500 per il commercio. La qualità degli interventi, nelle fasi successive delle definizioni progettuali, deve essere attentamente valutata, al fine che tale equilibrio non sia incrinato da soluzioni stravolgenti o degradanti".

 

"Non bisogna far credere che il terminal crociere e insieme il nuovo borgo saranno finiti nel 2012, e tanto meno che il porto crocieristico possa immediatamente prendere quota Le condizioni dell'economia e quelle commerciali legate al traffico delle crociere mediterranee, che il porto di Venezia monopolizza, suggeriscono una previsione di decollo e di crescita molto più avanzate nel tempo. Del resto, sono 13 anni che Porto Corsini sta aspettando lo scalo crocieristico, avendo, nel frattempo, scongiurato il peggio. Non le si prospetti il miracolo".

 

"La magnifica riserva naturale costituita dalla pineta Staggioni - afferma Ancisi - ha già pagato anche troppo allo sviluppo urbanistico di Porto Corsini, quando, nel 2003, si è riusciti, con una forzatura, ad ottenerne una mutilazione a favore del prolungamento di via Guzzetti. Nessuna nuova pianificazione può essere compatibile con un suo ridimensionamento o deturpazione. L'allargamento di questa strada e l'intenzione di prolungarla fino a via Baiona, riducendo la fascia sud della pineta, sfondandola ad ovest e così abbattendo circa 500 mq di verde, deve fare i conti con il vincolo insuperabile di Riserva naturale dello Stato, oltre che con problemi di natura patrimoniale. La delibera della Giunta comunale che propone di togliere questo vincolo è solamente un atto arrogante e irresponsabile. In una lettera della Soprintendenza, datata 19 gennaio scorso, si scopre che essa non è stata neppure informata del progetto. Se non si vuole ingaggiare un nuovo contenzioso che, quanto meno, dilaterebbe il processo di avvio dei lavori, si deve prendere atto che altre soluzioni funzionali sono praticabili. Basta mettere via Guzzetti a senso unico in uscita dal paese e creare una traversa a via Volano, poco più a sud, per raggiungere ugualmente via Baiona senza intaccare la pineta. Del resto, il traghetto sul Candiano sarà spostato proprio per decongestionare il traffico, allontanandolo dal paese".

 

"Si è letto - conclude Ancisi - che la statua di Clemente XII sarà posizionata nell'avamporto e rivolta verso il canale, che papa Corsini costruì e che da lui prende il nome. Addirittura, il presidente dell'Autorità portuale ha dichiarato che la sta 'tenendo in caldo' allo scopo. Se ne può discutere. Quanto meno, si può apprezzarne il riconoscimento che questa statua, di altissimo valore anche artistico, merita di essere sottratta all'esilio nei chiostri di San Vitale e riportata alla luce: una battaglia che il sottoscritto conduce dal 1973. Ma la statua non è di Parrello e nemmeno dell'Autorità portuale, e la sua collocazione è una decisione che spetta alla città, in armonia con la Soprintendenza. È di pochi mesi fa un ordine del giorno approvato all'unanimità dal consiglio comunale che la posizionerebbe nel giardino del battistero a fianco del Duomo. Localizzandola a Porto Corsini, paese che prende il nome dal papa, si valorizzerebbero il significato storico dell'opera e i meriti di Clemente XII come amministratore lungimirante della città di Ravenna. Ma il pregio culturale e artistico della statua meriterebbe di essere valorizzato dal contatto con le emergenze monumentali di cui dispone la città di Ravenna, a diretta disposizione di un turismo di qualità che non va confuso con quello balneare. Parrello rispetti innanzitutto il Consiglio comunale, a cui la proposta va indirizzata".

 

 

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