Povertà in Emilia-Romagna, oltre 73mila famiglie sotto la soglia

Povertà in Emilia-Romagna, oltre 73mila famiglie sotto la soglia

Povertà in Emilia-Romagna, oltre 73mila famiglie sotto la soglia

Non porta buone notizie il Dossier Caritas sulle povertà in Emilia Romagna. A spiccare tra tutte le criticità c'è quella della casa. Ai centri di ascolto si sono presentati complessivamente 1.843 persone senza fissa dimora, nel 2009. Un dato allarmante e comune è l'aumento esponenziale di persone su cui pende una intimazione di sfratto. "Un evidente paradosso è il livello del costo degli affitti che, nonostante la crisi, si sta mantenendo a valori troppo elevati", si legge sul rapporto.

 

> IL DOSSIER REGIONALE CARITAS

 

Emergenza Casa: I senza fissa dimora che si sono rivolti alla Caritas nel 2009 sono stati 26 nella diocesi di Ravenna, 76 a Faenza, 321 a Forlì e 354 a Rimini.

 

Famiglie in condizioni di povertà: In Emilia-Romagna, nel 2009, le famiglie che si trovano in condizioni di povertà relativa (per una famiglia di due componenti è pari alla spesa media procapite nel paese. Nel 2009 questa spesa è risultata pari a 983,01 euro mensili), sono stimate in 73 mila 310, su un totale di circa 1 milione 880 mila famiglie residenti sul territorio regionale, per un'incidenza pari al 4,1%, contro un 10,8% registrato in Italia. Nel 2008, in regione, la spesa media mensile per famiglia è risultata pari a 2.854 euro, superiore alla media nazionale di 2.484 euro. Le voci di spesa che incidono maggiormente sui bilanci delle famiglie dell'Emilia-Romagna sono l'abitazione, i trasporti e gli alimentari e le bevande analcoliche

 

Il 'working poor' tipico è l'operaio con famiglia, il cui reddito non è più sufficiente a garantire un trend da ceto medio basso, si evince dai dati, "che per di più vive con la spada di Damocle della cassa integrazione: quel taglio alle entrate di casa che fa precipitare la situazione. E' chiaro ormai che la crisi ha colpito duro proprio sul piano dell'impoverimento dei ceti medi, che meno sono abituati a ricorrere a quegli strumenti estremi, come mense, fondi di solidarietà, cui è invece allenato chi vive nella povertà assoluta".

 

Utenza ai centri Caritas: Il primo tratto comune è l'incremento dell'utenza dei centri d'ascolto Caritas che li ha interessati tutti, anche se con grandezze variabili, comprese fra un +30% di Bologna e un +7,5% di Rimini, ad eccezione del Cda di Forlì, che ha diminuito l'utenza dell'1,9%. "Un aumento delle persone che si rivolgono per la prima volta ai CdA (Bologna, Imola e Rimini) - si legge sul rapporto - in un certo senso ci permette di fotografare la nuova povertà ossia quelle persone che mai si sono trovate in situazioni di difficoltà (perdita di lavoro, sfratti, malattie improvvise) oppure persone che non potendo accedere ad altri canali di aiuto sono costrette a rivolgersi alla Caritas. Sono soprattutto uomini (73%) di tutte le età, con una forte concentrazione nella fascia 35-55 anni, in grande maggioranza (67%) senza dimora.

 

I centri di Forlì, Ravenna e Imola vedono una prevalenza dell'utenza femminile mentre, i restanti centri, che hanno un'utenza prevalentemente maschile assistono alla diminuzione dello scarto fra i due generi in quanto l'utenza femminile è numericamente in aumento. Questo aumento è dovuto principalmente a due fenomeni: da un lato l'aumento delle donne sole con e un aumento dell'immigrazione da parte di cittadini provenienti dall'est Europa e che prevalentemente sono di genere femminile. L'aumento numerico delle donne è anche il sintomo di una radicazione nel territorio di famiglie straniere. Tutti i centri considerati vedono una prevalenza di persone straniere con percentuali che oscillano fra il 56% di Imola e l'86% di Faenza; i paesi maggiormente rappresentati sono quelli la cui immigrazione è storicamente presente nel territorio emiliano romagnolo ossia Marocco e Tunisia dal bacino nord africano e Albania, Ucraina, Romania e Moldavia per il blocco dell'est. Il dato riguardante gli stranieri che accomuna tutti i centri è la diminuzione dei cittadini irregolari. L'aspetto che caratterizza il 2009 è l'aumento notevole di chi ha presentato bisogni riferiti all'intero nucleo familiare.

 

Spiega Gianmarco Marzocchini, Delegato Regionale Caritas, "L'obiettivo fondamentale è cercare di far sì che in una comunità ci si prenda cura gli uni degli altri in modo che, nella migliore (e forse irrealizzabile?) delle ipotesi, non ci sia più nessuno che abbia bisogno. Una comunità (non solo parrocchiale ma anche civile) dove chi sta soffrendo la solitudine, la malattia, l'emarginazione, la mancanza di mezzi per soddisfare i bisogni della propria vita, trova una risposta immediata nella solidarietà naturale che si instaura tra i membri stessi della comunità".

 

"E' necessario - conclude - che anche le istituzioni pubbliche mettano a disposizione risorse a favore di queste persone o famiglie che si ritrovano in difficoltà economica e di gestione tanto da pensare che un bambino in più sarebbe il tracollo definitivo. Ci sono esempi, anche in Emilia Romagna, di amministrazioni comunali che hanno stanziato qualche (scarso) fondo a favore di queste situazioni. E' possibile e doveroso fare di più!Un problema che emerge prepotentemente e che rimane assolutamente sottovalutato, è l'indebitamento delle persone e delle famiglie. Esiste una fascia "grigia" di popolazione che vive sul filo del rasoio per i tanti debiti accumulati (affitti, mutui, prestiti, pagamenti a rate, carte di credito, ...); in queste situazioni basta un evento non programmato, un problema fisico, la perdita del lavoro (o la decurtazione significativa dello stipendio a causa della crisi) per ritrovarsi in situazioni economicamente disperate che portano spesso a disagi nelle relazioni familiari".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Stefano S.
    Stefano S.

    MA DAI COSA DITE? Non è questo il paese che ha meglio reagito alla crisi economica, dove le banche ed il governo aiutano il cittadino ed i politici si privano dei loro magri stipendi per non aumentare ulteriormente le tasse (comunque bassissime)? Dove i servizi sono perfetti e dove l'evasione fiscale è pressochè minima? Ma state scherzando? Non mi vorrete mica dire che le varie reti mi stanno prendendo in giro? Allora il GF, Maria De Filippi ( e chi ne ha più ne metta) sono tutte bufale? NOOOOOOOOOOO. IMPOSSIBILE!!!

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