Predappio: i docenti protestano contro la riforma Gelmini

Predappio: i docenti protestano contro la riforma Gelmini

Predappio: i docenti protestano contro la riforma Gelmini

Riforma Gelmini: proteste dagli insegnanti. "Il team di docenti funzionava e se qualcuno non se n'era accorto è solo perché non c'era. Noi c'eravamo e protestiamo". Ecco quello che pensano gli insegnanti delle scuole primarie dell'Istituto comprensivo di Predappio, sottolineando che per potenziare la realtà delle "tre I", (inglese, internet, impresa), non va certo eliminato il 20% delle ore di lezione. Il ritorno al maestro unico crea rabbia e delusione tra i docenti.

 

 "... Bisogna sfatare il luogo comune che ad un maggior numero di ore corrisponda una maggiore qualità della scuola. In Europa siamo quelli con il maggior numero di ore, dovremmo anche avere la scuola migliore e non è così ... Il maestro unico è un'esigenza pedagogica. Il bambino, soprattutto nei primi anni di scuola, ha bisogno di una figura di riferimento. Il maestro guarda alla formazione del bambino, mentre lo specialista di una disciplina guarda alla sua materia."

 

"Nella succitata esternazione del ministro Gelmini - si legge nella protesta dei docenti delle scuole primarie dell'Istituto comprensivo di Predappio - che ha condotto al D.L. 1/9/2008 n.137 art.4, si nota una delicata nostalgia nei confronti di una scuola di deamicisiana memoria in cui il ‘leggere-scrivere-far di conto' era tutto ciò che veniva richiesto. Quella attuale invece è la realtà delle ‘tre I', che andrebbero potenziare, non certo eliminando il 20% delle ore di lezione, quella dei solidi curricoli (programmi ndr) riguardanti oltre una decina di discipline con annesse essenze epistemologiche da veicolare,  quella dell'esigenza  di gestire la quotidiana emergenza delle disomogeneità e della complessità".

 

"Proprio la presenza di un team docente (il modulo) - spiegano gli insegnanti - con le sue metodologie e i suoi saperi diversificati e raffinati, attraverso una riflessione ed  un confronto costanti, ha permesso alla scuola primaria italiana il raggiungimento di livelli di eccellenza in Europa e nel mondo, riconosciuti anche dal MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston".

 

"I fondamenti della psicologia dello sviluppo infantile contemplano la capacità relazionale verso una pluralità di figure, infatti molteplici sono sia le figure familiari sia il personale educativo della scuola dell'infanzia. Non è chiaro perché si manifesti l'esigenza di un'unica figura di riferimento proprio nella primaria, dove l'autonomia infantile è nel suo pieno raggiungimento.

Le necessità e la composizione sociale attuali sono diverse e multiformi, altrove in Europa suppliscono a questi mutamenti destinando risorse per coadiuvare l'insegnante di classe (che da noi, per alcuni, è ancora la maestrina dalla penna rossa) con esperti, progetti, laboratori, supporti, corsi".

 

"In Italia si era più semplicemente deciso di costruire un team di docenti. E funzionava. Se qualcuno non se n'era accorto è solo perché non c'era. Noi c'eravamo e protestiamo. Si risparmia eliminando gli sprechi, non la qualità e le eccellenze".

 

 

 

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Lucrecia
    Lucrecia

    In Italia tristemente la scuola è un terreno politico dove si fa campagna ideologica e non si curano gli interessi degli alunni che dovrebbero essere in cima alla lista delle priorità di un governo! La scuola non dovrebbe avere colore e invece ce l'ha, purtroppo! Se chi fa le riforme sapesse come funziona la scuola metterebbe mano alle medie il buco nero della formazione italiana , poi forse agli altri ordini di scuola giacchè con volontà tutto è perfettibile!

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